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	<title>Sicilia</title>
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		<title>Cari futuristi, non morirete democristiani.</title>
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		<pubDate>Thu, 26 Jan 2012 19:21:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Adriano Frinchi</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<iframe src="http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http://sicilia.estremocentro.net/2012/01/26/cari-futuristi-non-morirete-democristiani/&amp;layout=standard&amp;show_faces=1&amp;width=450&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;font=verdana" scrolling="no" frameborder="0" style="border:none; overflow:hidden; width:450px; height:25px"></iframe><p><em><a href="http://www.pierferdinandocasini.it/wp-content/uploads/2012/01/Schermata-01-2455949-alle-22.14.49.png"><img src="http://www.pierferdinandocasini.it/wp-content/uploads/2012/01/Schermata-01-2455949-alle-22.14.49-227x300.png" alt="" width="227" height="300" /></a></em></p>
<p>&nbsp;</p>
<div><a href="http://www.ilfuturista.it/attualita/il-futurista-non-moriremo-democristiani.html">L&#8217;ultimo numero de il Futurista</a> dedica la sua copertina al leader dell&#8217;Udc Pier Ferdinando Casini al quale è rivolto un perentorio: &#8220;caro Pierferdy, non moriremo democristiani&#8221;. Il bel settimanale di Filippo Rossi è impegnato dunque, non solo con la copertina ma anche con un articolo di Federico Brusadelli, a &#8220;difendere&#8221; l&#8217;identità di Fli e del Terzo Polo da un presunto tentativo di inglobamento neodemocristiano da parte dell&#8217;Udc. Ma Fli, la sua identità laica e liberale, sono realmente in pericolo? L&#8217;Udc vuole veramente fagocitare i finiani? La risposta, non soltanto mia ma dei fatti, è chiaramente &#8220;no&#8221;. Le preoccupazioni di alcuni finiani probabilmente sono addebitabili solo ed esclusivamente al fatto che Fli è un partito nuovo che non ha ancora avuto il battesimo del fuoco delle elezioni politiche e che è una comunità politica che risente del fatto di percorrere una via che è stata già tracciata e percorsa con lungimiranza dall&#8217;Udc di Casini. Ci sarebbe dunque una specie di complesso di inferiorità che unito alla naturale leadership di Casini provoca alcune fibrillazioni nella galassia finiana.  Al di là delle possibili spiegazioni ci sono però delle cose che dovrebbero rassicurare gli amici di Fli: in tempi non sospetti Casini aveva parlato di superare l&#8217;Udc con il Partito della Nazione  e ha aperto il partito a uomini e donne che non provengono dall&#8217;esperienza democratico cristiana (penso a Ferdinando Adornato o a Giulia Adamo), e fino a ieri <a href="http://www.pierferdinandocasini.it/2012/01/22/casini-indietro-non-si-torna-il-decreto-si-puo-solo-migliorare/">nella sua intervista a il Messaggero</a> si è dichiarato disponibile ad azzerare il suo partito per fare spazio ad un progetto più ampio di cui non vuole nemmeno intestarsi la paternità. C&#8217;è bisogno di altre rassicurazioni? Un&#8217;ultima cosa però bisogna dire agli amici futuristi: democristiano non è un dispregiativo ma il nome di una nobile tradizione politica che è stata capace di governare questo Paese incontrando le culture politiche laiche. Credo che il  senso dispregiativo si possa tranquillamente lasciare a Bossi e ai leghisti da cui gli amici futuristi prendono spesso e opportunamente  le distanze. Cari amici futuristi, state sereni, non morirete democristiani anche perché, come simpaticamente ha sottolineato proprio ieri il senatore <a href="http://www.gianpierodalia.it/">Gianpiero D&#8217;Alia</a>, &#8220;i democristiani non muoiono&#8221;.</div>
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		<title>FUTURO E INNOVAZIONE</title>
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		<pubDate>Thu, 26 Jan 2012 17:29:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marika Li Causi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>

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		<description><![CDATA[&#8220;La polis vive di innovazioni , tali innovazioni partono dai soggetti singoli: se la polis è un corpo naturale, questo corpo vive dello scorrimento di umori per cui, a certe condizioni, se i cittadini vivono bene e l’organizzazione della politeia, della costituzione, produce risultati positivi, i comportamenti e le azioni dei cittadini si rivolgeranno alla [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<iframe src="http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http://sicilia.estremocentro.net/2012/01/26/futuro-e-innovazione/&amp;layout=standard&amp;show_faces=1&amp;width=450&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;font=verdana" scrolling="no" frameborder="0" style="border:none; overflow:hidden; width:450px; height:25px"></iframe><p>&#8220;La polis vive di innovazioni , tali innovazioni partono dai soggetti singoli: se la polis è un corpo naturale, questo corpo vive dello scorrimento di umori per cui, a certe condizioni, se i cittadini vivono bene e l’organizzazione della politeia, della costituzione, produce risultati positivi, i comportamenti e le azioni dei cittadini si rivolgeranno alla conservazione. Ma se la polis è presa dal malessere, se i soggetti non stanno bene, intervengono allora innovazioni che possono addirittura arrecare elementi di patologia. In questo ultimo caso avviene la stasis, il blocco delle regolari funzioni politiche della polis.&#8221; Questo è quanto Aristotele prescrive per il raggiungimento del benessere della polis, della città. Innovazioni dunque, abbiamo bisogno di innovazioni.<br />
Le agognate dimissioni del sindaco di Palermo ,Cammarata ,conosciuto per le sue frequenti apparizioni al tennis club 2 ,sembrano aprire uno squarcio di luce per l&#8217;uscita da questo momento di stasis in cui versa il capoluogo e sorgono le  attese per un futuro amministrativo prospero, aperto alle innovazioni .&#8221;Speme ultima dea&#8221; Foscolo docet.<br />
Palermo oggi,nave senza nocchiere in gran tempesta, si ritrova con un bilancio in dissesto finanziario, e un&#8217;ulteriore prova dell&#8217;incapacità politica di questi anni è dimostrata dalle recenti &#8220;rivoluzioni&#8221; del &#8220;movimento dei forconi&#8221; che hanno infierito su una città economicamente traboccante ed abbandonata a se stessa già da prima che il capitano abbandonasse la sua nave.<br />
Tuttavia l&#8217;indole di certo non arrendevole di noi siciliani ci porta a nutrire una speranza per le elezioni amministrative di maggio. Quali le caratteristiche da ricercare per eleggere colui che dovrà far riemergere il nostro capoluogo dalla crisi ormai onnipresente? Prima ed essenziale richiesta: votare consapevolmente, la prima scelta fondamentale per l&#8217;evoluzione del benessere della città parte da noi. Siamo noi i costruttori del nostro destino. Homo faber fortunae suae. E&#8217; facile destinare insulti verso coloro che governano quando l&#8217;autorizzazione a procedere verso la demolizione della città è partita proprio da noi cittadini votanti. Affidiamo i nostri bisogni,i nostri ideali, le nostre necessità, le nostre speranze nelle mani di un leader capace, un leader che permetta un equilibrio tra i bisogni individuali e quelli di gruppo senza sminuire mai nessuno dei due. Un leader non solo erudito ma che sia anche flessibile, pragmatico, motivante, onesto.<br />
Alcuni giovani sconcertati da qualche cattivo esempio contemporaneo perdono fiducia nelle capacità della politica di rispondere ai bisogni dei cittadini e rinunciano alla pratica delle tà politikà che, etimologicamente, sono ‘gli affari che riguardano la città&#8221;. Facendo ciò chi non bada alla politica rinuncia alla salvaguardia del proprio futuro affidando con disinteresse i propri interessi nelle mani di chi non aspetta altro che disinformazione da parte del corpo elettorale per potersi avvalere del prestigio che comporta il possesso di cariche istituzionali. L&#8217;uomo è un animale politico scrisse Aristotele, facciamo ricorso agli exempla virtutis tratti dall&#8217;antichità classica per far nascere in noi giovani contemporanei un sentimento di revanscismo, di rivincita, che porti alla luce le nostre ideologie dando così dissenso alle critiche che vedono i giovani come spettatori assenti di questo dramma politico odierno siciliano.<br />
Trepidante per il ritorno alle urne , fiduciosa in un ritorno all&#8217;età aurea , ripongo le mie speranze nel buon senso dei giovani cittadini e dei cittadini tutti nella scelta dei propri rappresentanti.</p>
<p>La responsabile provinciale del dipartimento pari opportunità giovani udc Palermo Marika Li Causi</p>
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		<title>Come raccogliere un milione di firme per nulla e continuare a far finta di niente.</title>
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		<pubDate>Fri, 13 Jan 2012 11:31:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Adriano Frinchi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
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			<content:encoded><![CDATA[<iframe src="http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http://sicilia.estremocentro.net/2012/01/13/come-raccogliere-un-milione-di-firme-per-nulla-e-continuare-a-far-finta-di-niente/&amp;layout=standard&amp;show_faces=1&amp;width=450&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;font=verdana" scrolling="no" frameborder="0" style="border:none; overflow:hidden; width:450px; height:25px"></iframe><p style="text-align: justify"><a href="http://sicilia.estremocentro.net/files/2012/01/di-pietro-parisi-vendola-rilanciano-le-primarie-di-coalizione.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1417" src="http://sicilia.estremocentro.net/files/2012/01/di-pietro-parisi-vendola-rilanciano-le-primarie-di-coalizione-300x178.jpg" alt="" width="300" height="178" /></a>Confesso che ho sorriso il giorno prima della sentenza della Consulta sui quesiti referendari quando ho letto sui giornali che secondo &#8220;indiscrezioni&#8221; la suprema Corte era orientata a respingerli, così come ho sorriso nel leggere lo stupore di certi membri del comitato referendario. <a href="http://www.unita.it/italia/di-pietro-insulta-giudici-e-colle-il-quirinale-parole-vergognose-1.371094">Tuttavia non ho sorriso per niente alla reazione scomposta di Antonio Di Pietro</a>. Ho sorriso di questa vicenda per la finta indignazione di alcuni membri del comitato referendario: che i quesiti presentati fossero inammissibili dalla Corte Costituzionale era chiaro anche ad uno studente al primo anno di giurisprudenza, <a href="http://www.socialismo2000.org/blog/?p=2127">ma era stato facile profeta un fine giurista come Cesare Salvi che in un articolo su il Riformista aveva ampiamente previsto il no della Corte</a>. I membri del comitato referendario potrebbero a questo punto scrivere un manuale completissimo dal titolo: &#8220;Come raccogliere un milione di firme per nulla e continuare a far finta di niente&#8221;. Sì, il rammarico più grande è per tutti quei cittadini che in buona fede hanno sottoscritto il referendum per cancellare il <em>Porcellum</em>, ma che invece sono stati abilmente utilizzati da alcuni per raggiungere fini esclusivamente politici. Il comitato referendario non aveva infatti in animo la riforma della legge elettorale, ma voleva solamente ottenere una legge elettorale ben precisa con il contorno di una redditizia, ai fini elettorali, campagna referendaria. I referendari con i loro quesiti puntavano a ritornare senza troppe seccature e con il consenso popolare al cosiddetto<em> Mattarellum</em>, la legge elettorale precedentemente in vigore, cioè un sistema elettorale che non solo mantiene le liste bloccate (nella quota proporzionale) ma che con i collegi uninominali a turno unico gli stessi deleteri effetti del premio di maggioranza e cioè coalizioni troppo ampie e incapaci di governare. In altri termini il vero obiettivo di Di Pietro, Vendola, Parisi e Veltroni era quello di continuare ad assicurare ai partiti il potere di scegliere gli eletti, con un evidente ritorno personale, e di mantenere in piedi il falso bipolarismo. Spiace che per piccoli interessi di bottega siano stati presi in giro i cittadini e sia stato anche boicottata <a href="http://www.referendumleggeelettorale.it/">la seria raccolta di firme di Stefano Passigli, Giovanni Sartori e Domenico Fisichella</a> che proponeva dei quesiti che erano realmente in grado di abolire il <em>Porcellum</em> e consentire l&#8217;elaborazione di una nuova legge elettorale in senso proporzionale che restituisca ai cittadini il voto di preferenza. Ora che la decisione della Consulta ha bloccato la strategia dei &#8220;referendari&#8221; la palla ritorna alla politica e al Parlamento che devono, come auspicato dalla suprema Corte e anche dal Quirinale, occuparsi della riforma della legge elettorale. La riforma della legge elettorale potrebbe essere una straordinaria occasione per la politica, una grande prova di maturità per la classe politica del nostro Paese, e la stagione aperta dal governo Monti potrebbe essere proprio il tempo propizio per ridare dignità alla politica attraverso scelte condivise e responsabili mirate a cercare il bene del Paese e non l&#8217;interesse personale e di parte.</p>
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		<title>“Senectus ipsa morbus est”</title>
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		<pubDate>Wed, 11 Jan 2012 08:35:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Salvatore Grisanti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cultura e Storia]]></category>

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		<description><![CDATA[“La vecchiaia è per sé stessa una malattia”,scriveva il poeta latino Terenzio,una malattia insanabile(enim insanabilis morbus est) aggiunge Seneca. Infatti se per una malattia può esserci una cura,se da una malattia si può guarire,tutto ciò non può dirsi per la vecchiaia:è un decadere inesorabile. Questo è quanto i romani scrivevano a proposito di malanni fisici [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<iframe src="http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http://sicilia.estremocentro.net/2012/01/11/%e2%80%9csenectus-ipsa-morbus-est%e2%80%9d/&amp;layout=standard&amp;show_faces=1&amp;width=450&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;font=verdana" scrolling="no" frameborder="0" style="border:none; overflow:hidden; width:450px; height:25px"></iframe><p>“La vecchiaia è per sé stessa una malattia”,scriveva il poeta latino Terenzio,una malattia insanabile(enim insanabilis morbus est) aggiunge Seneca.<br />
Infatti se per una malattia può esserci una cura,se da una malattia si può guarire,tutto ciò non può dirsi per la vecchiaia:è un decadere inesorabile.<br />
Questo è quanto i romani scrivevano a proposito di malanni fisici e limitazioni derivanti dalla vecchiaia.<br />
Un concetto ,si,strettamente legato alla vita umana ma che senza limitazione alcuna può essere applicato ad ogni cosa che possa subire l’effetto degli anni,sia esso legato ad una manifestazione fisica,sia essa legato ad una “manifestazione intellettuale”.<br />
E perché no,applicabile anche a valori,simboli,credenze.<br />
Ma se per la vita umana ben poco possa essere fatto per lenire il logorio del tempo,molto di più può essere fatto per quanto riguarda tutto il resto.<br />
Un “lavoro” di mantenimento e rinnovamento continuo che più che sul livello fisico dovrebbe concentrare ogni sforzo verso una dimensione più personale,più culturale,concettuale insomma.<br />
Una semplice divulgazione,il sentir proprio,il sentirsi in dovere di … ha di gran lunga un effetto maggiore di un semplice lifting.<br />
Simboli,valori,credenze che più che mai,nell’anno del 150° della nostra amata repubblica italiana avrebbero bisogno di una meticolosa opera di restauro,per riprestarne l’ESSENZA che per effetto degli anni e non solo,rischia di essere lesa irrimediabilmente.<br />
Ed allora come non fare riferimento(a riguardo)al Tricolore di cui ieri abbiamo festeggiato il 215°anniversario[Il tricolore italiano quale bandiera nazionale nasce a Reggio Emilia il 7 gennaio 1797, quando il Parlamento della Repubblica Cispadana, su proposta del deputato Giuseppe Compagnoni, decreta "che si renda universale lo Stendardo o Bandiera Cispadana di Tre Colori Verde, Bianco, e Rosso, e che questi tre Colori si usino anche nella Coccarda Cispadana, la quale debba portarsi da tutti". Ma perché proprio questi tre colori? Nell'Italia del 1796, attraversata dalle vittoriose armate napoleoniche, le numerose repubbliche di ispirazione giacobina che avevano soppiantato gli antichi Stati assoluti adottarono quasi tutte, con varianti di colore, bandiere caratterizzate da tre fasce di uguali dimensioni, chiaramente ispirate al modello francese del 1790.]<br />
Emblema di lotte,vittorie e sconfitte, da sempre “luogo” di unione e simbolo di appartenenza più di ogni altro rischia di ammalarsi di vecchiaia.<br />
Un lento degrado,una lenta ma costante opera di svilimento,che potrebbe finire per intaccare irrimediabilmente il suo indiscusso valore,suggellato per altro dalla costituzione repubblicana.<br />
Orgoglio e appartenenza che da sempre hanno trovato “posto” nel cuore degli italiani,che da sono stati(come lo è per tutti i popoli)rappresentati dal tricolore,rischiano di cadere sotto i colpi di chi all’ ”amor patrio” vuol sostituire sentimenti di divisione e individualismo,di chi riproponendo un nuovo risorgimento vuol cancellare oltre cento anni di storia.<br />
Sotto i colpi del maltempo non sta crollando solo Pompei.<br />
Insieme alla Domus Gladiatori rischia il crollo la “Domus Italica”,che sebbene più giovane della “sorella” partenope ,sembra ancor più segnata dall’indifferenza e dell’ignoranza.<br />
Un insieme di stati d’animo e comportamenti misti ad incuria,che rischiano di aggravarne l’invecchiamento,che rischiano di contribuire profondamente alla malattia.<br />
Sta diventando troppo facile in Italia morire in solitudine;sta diventando troppo facile in Italia morire nell’indifferenza più assoluta.<br />
Più che la malattia uccide l’indifferenza.<br />
Ma come si siamo ridotti in questo stato di apatia….<br />
“Il gesto di appendere la bandiera ai balconi,alle finestre,ci invita nei nostri comportamenti a cercare sempre di essere all’altezza del tricolore”<br />
Queste le parole del presidente Monti in occasione delle celebrazioni.<br />
Ognuno di noi dovrebbe cercare di essere all’altezza del tricolore,senza mai prescindere da questo e da tutti gli altri “simboli” dell’essere italiano.<br />
DEVONO ESSERE CUSTODITI CON ORGOGLIO<br />
“Sono la terra, i monti, i mari, il cielo e tutte le bellezze della natura che ti circondano,l’aria che respiri,il sangue di chi é caduto nell’adempimento di un dovere o nel raggiungimento di un ideale, per permetterti di vivere libero,la zolla che ricopre i tuoi Morti,la Fede, l’amore, il vibrante entusiasmo dei tuoi avi,la fatica, l’affanno, la gioia di chi studia e di chi produce con la mente e col braccio,il dolore, il sudore e la struggente nostalgia degli emigranti,la tua famiglia, la tua casa e i tuoi affetti più cari,la speranza, la vita dei tuoi figli.<br />
Sono la Tua Bandiera, L’Italia, la Tua Patria.<br />
Ricordati di me, onorami, rispettami e difendimi.<br />
Ricordati che al di sopra di ogni ideologia mi avrai<br />
sempre unico simbolo di concordia e di fratellanzatra gli Italiani.<br />
Ricordati che finché apparirò libera nelle tue strade,Tu sarai libero.<br />
Fammi sventolare alle tue finestre, mostra a tuttiche Tu sei Italiano.”</p>
<p><a href="http://sicilia.estremocentro.net/files/2012/01/page.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-1413" src="http://sicilia.estremocentro.net/files/2012/01/page-300x300.jpg" alt="" width="300" height="300" /></a></p>
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		<title>Le frequenze televisive valgono oro, lo Stato non le regali</title>
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		<pubDate>Sun, 08 Jan 2012 17:13:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mario Pezzati</dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>

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		<description><![CDATA[Una bella notizia per i contribuenti italiani: le frequenze tv non verranno regalate (fonte: http://notizie.virgilio.it/generated/topten/2012/01_gennaio/08/passera-le-frequenze-tv-non-saranno-piu-gratis.html), lo ha affermato il ministro dello Sviluppo economico Corrado Passera, in un&#8217;intervista al Corriere della Sera (fonte: http://www.corriere.it/economia/12_gennaio_08/passera-intervista-crescita-cazzullo_8120ab24-39c7-11e1-b6d5-d3e076de4b02.shtml) in cui conferma che il governo bloccherà le concessioni gratuite affermando: &#8220;Confermo che non vedo ragioni per andare avanti con le concessioni [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<iframe src="http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http://sicilia.estremocentro.net/2012/01/08/le-frequenze-televisive-valgono-oro-lo-stato-non-le-regali/&amp;layout=standard&amp;show_faces=1&amp;width=450&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;font=verdana" scrolling="no" frameborder="0" style="border:none; overflow:hidden; width:450px; height:25px"></iframe><p>Una bella notizia per i contribuenti italiani: le frequenze tv non verranno regalate (fonte: <a href="http://notizie.virgilio.it/generated/topten/2012/01_gennaio/08/passera-le-frequenze-tv-non-saranno-piu-gratis.html">http://notizie.virgilio.it/generated/topten/2012/01_gennaio/08/passera-le-frequenze-tv-non-saranno-piu-gratis.html</a>), lo ha affermato il ministro dello Sviluppo economico Corrado Passera, in un&#8217;intervista al Corriere della Sera (fonte: <a href="http://www.corriere.it/economia/12_gennaio_08/passera-intervista-crescita-cazzullo_8120ab24-39c7-11e1-b6d5-d3e076de4b02.shtml">http://www.corriere.it/economia/12_gennaio_08/passera-intervista-crescita-cazzullo_8120ab24-39c7-11e1-b6d5-d3e076de4b02.shtml</a>) in cui conferma che il governo bloccherà le concessioni gratuite affermando: &#8220;Confermo che non vedo ragioni per andare avanti con le concessioni gratuite, per regalare questi beni pubblici nel nuovo contesto tecnologico e di mercato. Trasformeremo la questione &#8211; afferma &#8211; in un&#8217;opportunità per ammodernare il sistema di telecomunicazioni&#8221;.</p>
<p>Ovviamente questo non può che renderci contenti, visto che da mesi l’UDC (e soprattutto l’on.le Rao)  aveva ingaggiato una battaglia all’ultimo sangue con il precedente governo per evitare il beauty contest (fonte: http://www.pierferdinandocasini.it/2011/09/30/lo-strano-caso-delle-frequenze-del-digitale-televisivo/) e che quindi queste frequenze televisive (del valore di 3 miliardi di euro) fossero regalate (fonte: http://www.pierferdinandocasini.it/2011/09/08/digitale-televisivo-il-governo-regala-3-miliardi-di-euro-ai-soliti-noti/).</p>
<p>Sicuramente questa notizia non può che renderci contenti, perché se lo Stato incassa questi soldi, vi saranno più fondi da destinare allo sviluppo senza pesare sulle tasche dei cittadini.</p>
<p>A mio avviso, questi soldi dovrebbero essere usati per potenziare la banda larga, come avevamo chiesto (fonte: http://www.pierferdinandocasini.it/2011/08/19/banda-larga-unaltra-promessa-tradita/), visto che questo darebbe un grandissimo sviluppo al Pil, creerebbe nuove opportunità di lavoro e porterebbe a risparmi per 40 miliardi di euro annui nell’amministrazione pubblica (fonte: <a href="http://www.pierferdinandocasini.it/2011/09/29/la-banda-larga-per-battere-la-crisi/">http://www.pierferdinandocasini.it/2011/09/29/la-banda-larga-per-battere-la-crisi/</a>) suddivisi in 2 mld per il telelavoro, 1,4 mld per l’e-learning, 16 mld per l’e-government e l’impresa digitale, 8,6 mld per l’e-health, 0,5 mld per la giustizia e la sicurezza digitale, 9,5 mld per la gestione energetica intelligente.</p>
<p>Investire 10-14 miliardi di euro nella banda larga, produrrebbe un aumento del PIL tra il 3 e il 4% del Pil, quindi tra i 55 e i 73 miliardi di euro secondo le stime di Boston COnsulting e Google (fonte: <a href="http://www.lodovicomarenco.it/392/il-rapporto-di-boston-consulting-e-google-internet-e-un-fattore-propulsivo-delleconomia-italiana-e-vale-il-2-del-pil-litalia-pero-risulta-penultima-tra-i-paesi-dellocse">http://www.lodovicomarenco.it/392/il-rapporto-di-boston-consulting-e-google-internet-e-un-fattore-propulsivo-delleconomia-italiana-e-vale-il-2-del-pil-litalia-pero-risulta-penultima-tra-i-paesi-dellocse</a>), mentre per la Banca Mondiale c’è un aumento dell’1,20% del Pil per ogni 10% di diffusione della banda larga.</p>
<p>Sembrano cifre eccessive, ma in realtà, come abbiamo detto in passato, internet in Italia pesa per il 2% del PIL e produce un fatturato di 31,6 miliardi di euro; se confrontiamo l’Italia con altre nazioni come Gran Bretagna e Danimarca, scopriamo che internet ha un ruolo marginale da noi, infatti nei due paesi il peso è pari rispettivamente al 7,2% e al 7,3%. In questo studio, si scopre che con una crescita annua attesa fra il 13% e il 18% dal 2009 al 2015, l’Internet economy italiana rappresenterà nel 2015 fra il 3,3% e il 4,3% del Pil, cioè fra i 59 e i 77 miliardi di euro.</p>
<p>Da quanto detto, ribadisco che siamo contenti che le frequenze digitali vengano assegnate con un’asta, e saremmo ancora più contenti se questi soldi fossero usati per delle iniziative concrete, come, appunto, il potenziamento della banda larga.</p>
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		<title>Nasce l&#8217;IRSAP &#8221; nuovo strumento per la Sicilia che vuol competere con altri territori&#8221;</title>
		<link>http://sicilia.estremocentro.net/2012/01/06/nasce-lirsap-nuovo-strumento-per-la-sicilia-che-vuol-competere-con-altri-territori/</link>
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		<pubDate>Fri, 06 Jan 2012 21:03:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Salvatore Grisanti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>

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		<description><![CDATA[Una nuova occasione per la Sicilia,per qualcuno, un altro carrozzone,per altri. A metà del mese di Dicembre viene presentato e approvato l&#8217;IRSAP(Istituto per lo Sviluppo delle Attività Produttive). Una riforma epocale per l&#8217;assessore alle attività produttive Venturi alla presentazione della riforma a Caltanissetta;una riforma volta a &#8220;bonificare&#8221; la palude di burocrazia,regoli e cavilli,vero limite alla [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<iframe src="http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http://sicilia.estremocentro.net/2012/01/06/nasce-lirsap-nuovo-strumento-per-la-sicilia-che-vuol-competere-con-altri-territori/&amp;layout=standard&amp;show_faces=1&amp;width=450&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;font=verdana" scrolling="no" frameborder="0" style="border:none; overflow:hidden; width:450px; height:25px"></iframe><p>Una nuova occasione per la Sicilia,per qualcuno, un altro carrozzone,per altri.</p>
<p>A metà del mese di Dicembre viene presentato e approvato l&#8217;IRSAP(Istituto per lo Sviluppo delle Attività Produttive).</p>
<p>Una riforma epocale per l&#8217;assessore alle attività produttive Venturi alla presentazione della riforma a Caltanissetta;una riforma volta a &#8220;bonificare&#8221; la palude di burocrazia,regoli e cavilli,vero limite alla competitività della nostra terra.</p>
<p>Oggetto della riforma infatti,quello di creare <strong>&#8216;zone a burocrazia zero&#8217;</strong>.</p>
<p>Le attuali 11 ASI regionali,carrozzoni,come li definisce l&#8217;assessore verrebbero sostituite da un&#8217;unico ente,l&#8217;IRSAP,di cui diverrebbero sedi periferiche.</p>
<p>Il tutto con la riduzione di 800 impiegati ed un risparmio stimato a 4 milioni di euro circa(non molto per la verità,però) ;un unico direttore regionale.</p>
<p>La riforma mira a rendere la Sicilia più competitiva,più interessante all&#8217;estero,possibile meta d&#8217;investimenti intervendo principalmente sulla burocrazia(non ha caso le zone a burocrazia zero).</p>
<p>All&#8217;entusiasmo dell&#8217;assessore e del presidente Lombardo,si sovrappongono le voci di chi considera l&#8217;Irsap l&#8217;ennesimo carrozzone,l&#8217;ennesimo ente sprecone,chiacchiere,chiacchiere,chiacchiere</p>
<p>insomma .</p>
<p>Come sempre i pareri non possono che essere discordanti tra &#8220;amici&#8221; e &#8220;nemici&#8221; del governo.</p>
<p>Sarà la solita riforma &#8220;pacco&#8221; o  sarà una nuova occasione per la Sicilia????</p>
<p>Hai posteri l&#8217;ardua sentenza.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>2012 election year</title>
		<link>http://sicilia.estremocentro.net/2012/01/03/2012-election-year/</link>
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		<pubDate>Tue, 03 Jan 2012 22:10:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Adriano Frinchi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[democrazia]]></category>
		<category><![CDATA[Egitto]]></category>
		<category><![CDATA[Elezioni]]></category>
		<category><![CDATA[Francia]]></category>
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		<description><![CDATA[Il 2012 non sarà l&#8217;anno della fine del mondo, ma sicuramente del cambiamento. Non si tratta del solito pastone new age sull&#8217;età dell&#8217;acquario ma di una più semplice e forse banale considerazione su una curiosa coincidenza: nel 2012 molti paesi del mondo saranno chiamati alle urne. Probabilmente nel 2012 il mondo non sarà più lo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<iframe src="http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http://sicilia.estremocentro.net/2012/01/03/2012-election-year/&amp;layout=standard&amp;show_faces=1&amp;width=450&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;font=verdana" scrolling="no" frameborder="0" style="border:none; overflow:hidden; width:450px; height:25px"></iframe><p align="JUSTIFY"><a href="http://sicilia.estremocentro.net/files/2012/01/Philippines-Election.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1400" src="http://sicilia.estremocentro.net/files/2012/01/Philippines-Election-300x251.jpg" alt="" width="300" height="251" /></a>Il 2012 non sarà l&#8217;anno della fine del mondo, ma sicuramente del cambiamento. Non si tratta del solito pastone new age sull&#8217;età dell&#8217;acquario ma di una più semplice e forse banale considerazione su una curiosa coincidenza: nel 2012 molti paesi del mondo saranno chiamati alle urne. Probabilmente nel 2012 il mondo non sarà più lo stesso. A gennaio saranno chiamati al voto i cittadini di Taiwan e completeranno le operazioni di voto gli egiziani dopo la fine dell&#8217;era Mubarak. Febbraio sarà il mese del voto per il Senegal che vede tra i candidati alla carica di presidente il popolare cantante Yossou N&#8217;Dour. A marzo saranno i russi ad andare al voto per scegliere sostanzialmente se rimandare Vladimir Putin al Cremlino, un ritorno che sembra ostacolato dalle proteste tenutesi all&#8217;indomani delle elezioni legislative di dicembre che hanno segnato una forte battuta d&#8217;arresto per il Partito di Putin e Medvedev. Sempre a marzo ci saranno le elezioni legislative in Iran, anche se sembra un po&#8217; esagerato parlare di elezioni quando in realtà si è davanti ad una faida interna all&#8217;elite teocratica che governa il paese. L&#8217;unica buona notizia è che dopo due mandati Ahmadinejad non potrà ricandidarsi. Il 22 aprile ci sarà il primo turno delle elezioni presidenziali francesi e il presidente uscente Nicolas Sarkozy dovrà vedersela con il candidato socialista Francois Hollande, una sfida tra il marito di Carlà e l&#8217;ex marito di Segolene secondo i maligni. Sembrano invece slittare ad aprile, subito dopo la Pasqua ortodossa, le elezioni greche. La Grecia con il governo del tecnico Papademos sta tentando faticosamente di evitare il fallimento e lo slittamento della battaglia elettorale è probabilmente determinato dalla necessità del governo di Atene di attuare tutte le riforme necessarie . Anche l&#8217;estate sarà elettorale e ad andare alle urne nel mese di luglio sarà il gigante indiano, l&#8217;autunno poi poterà le finte elezioni presidenziali venezuelane con Chavez che dopo il cancro tenterà di vincere la sfida della longevità politica. Ma le elezioni più attese sono sicuramente quelle americane. Martedì 6 novembre negli Usa si deciderà se rinnovare la fiducia a Barak Obama o puntare su un nuovo e inedito cavallo repubblicano. Resta però da capire chi sarà il levriero repubblicano: le primarie dell&#8217;elefantino sono già cominciate in questi giorni nell&#8217;Iowa ma l&#8217;incertezza su chi sarà l&#8217;anti-Obama è assoluta. Tante sfide elettorali comprese anche quelle per alcune amministrazioni locali italiane interesseranno il pianeta in questo 2012, ma ciò che conta è che anche in questo nuovo anno che ci viene mandato su questa Terra ci sarà la straordinaria possibilità di cambiare le sorti delle nostre contrade, dei nostri paesi e perfino del mondo e della storia imbucando nell&#8217;urna una scheda elettorale. Un semplice gesto per un uomo ma un grande gesto per l&#8217;umanità.</p>
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		<title>Parlare il linguaggio della verità</title>
		<link>http://sicilia.estremocentro.net/2011/12/14/le-verita-di-mario-monti-su-questi-ultimi-ventanni/</link>
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		<pubDate>Wed, 14 Dec 2011 10:24:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Adriano Frinchi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Legge elettorale]]></category>
		<category><![CDATA[manovra]]></category>
		<category><![CDATA[Mario Monti]]></category>
		<category><![CDATA[Riforme]]></category>

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		<description><![CDATA[Mario Monti presentando la manovra in commissione ha detto qualcosa di assolutamente banale e scontato ma di tremendamente vero: il governo dei professori deve parlare il linguaggio della verità. E&#8217; un&#8217;affermazione quella di Monti che implica necessariamente, in una sorta di sillogismo implacabile, il fatto che i governi precedenti e  in generale la politica tutta [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<iframe src="http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http://sicilia.estremocentro.net/2011/12/14/le-verita-di-mario-monti-su-questi-ultimi-ventanni/&amp;layout=standard&amp;show_faces=1&amp;width=450&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;font=verdana" scrolling="no" frameborder="0" style="border:none; overflow:hidden; width:450px; height:25px"></iframe><p><a href="http://video.repubblica.it/dossier/decreto-salva-italia/monti-bacchetta-i-politici-dovevate-pensarci-voi/83610/82000">Mario Monti presentando la manovra in commissione</a> ha detto qualcosa di assolutamente banale e scontato ma di tremendamente vero: il governo dei professori deve parlare il linguaggio della verità. E&#8217; un&#8217;affermazione quella di Monti che implica necessariamente, in una sorta di sillogismo implacabile, il fatto che i governi precedenti e  in generale la politica tutta non sono stati sinceri, non hanno detto la verità. E qual era la verità da dire a questo Paese? Era la verità dura ma necessaria delle riforme, dei provvedimenti urgenti più volte rinviati, era la verità di un sistema bipolare &#8220;ad alta concentrazione di conflitto&#8221; o &#8220;muscolare&#8221; come lo definì a suo tempo Casini incapace di governare l&#8217;Italia. Il governo dei tecnici non è una sospensione della politica, ma è un rimedio all&#8217;incapacità del sistema politico messo sotto accusa da quel &#8220;perché non le avete fatte voi queste cose?&#8221; di Mario Monti, e può diventare l&#8217;occasione per il rilancio della politica, una politica in cui, secondo l&#8217;auspicio di Monti, &#8220;gli eletti sappiano guardare abbastanza lontano per fare le cose che servono al futuro del Paese&#8221;. Questa rifondazione della politica può cominciare da subito: approfittando della &#8220;pax montiana&#8221; è possibile, se non doveroso, discutere della riforma della legge elettorale, che non è altro che un modo per ricostruire il rapporto perduto tra cittadini e politica, dove quest&#8217;ultima, come ha sottolineato Monti, è fatta da eletti e non da nominati.</p>
<p style="text-align: justify"><em>Adriano Frinchi</em></p>
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		<title>Giovani e crescita al centro (ma anche al Sud)</title>
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		<pubDate>Sat, 10 Dec 2011 13:48:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppe Scialabba</dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>

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		<description><![CDATA[Anch’io, come Giampaolo Galli, sono rimasto attonito quando ho scoperto che lo sconto Irap per le imprese che assumano donne e giovani under 35 non verrà concesso solamente per le nuove assunzioni, bensì anche per i contratti già stipulati. Si tratta di una misura fondamentale per la crescita del nostro Paese, in quanto potrebbe consentire [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<iframe src="http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http://sicilia.estremocentro.net/2011/12/10/giovani-e-crescita-al-centro-ma-anche-al-sud/&amp;layout=standard&amp;show_faces=1&amp;width=450&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;font=verdana" scrolling="no" frameborder="0" style="border:none; overflow:hidden; width:450px; height:25px"></iframe><p><a href="http://sicilia.estremocentro.net/files/2011/12/images.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-1382" src="http://sicilia.estremocentro.net/files/2011/12/images-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Anch’io, come Giampaolo Galli, sono rimasto attonito quando ho scoperto che lo sconto Irap per le imprese che assumano donne e giovani under 35 non verrà concesso solamente per le nuove assunzioni, bensì anche per i contratti già stipulati. Si tratta di una misura fondamentale per la crescita del nostro Paese, in quanto potrebbe consentire un ricambio generazionale sul piano lavorativo che è particolarmente necessario in questo momento di crisi in cui i giovani non riescono a trovare il loro spazio nella società. Gli ultimi dati Istat mostrano ancora una situazione allarmante: il tasso di disoccupazione giovanile si attesta infatti al 29,2% (mese di ottobre), in diminuzione di soli 0,1 punti percentuali rispetto a settembre; al Sud resta invariata la statistica per la quale due giovani su tre non riescono a inserirsi nel mercato del lavoro. La misura promossa dal Governo Monti in questo senso è fortemente risanatrice, sia per la disoccupazione giovanile sia – era ora! – per la stessa nel meridione d’Italia: viene infatti concesso un bonus Irap pari a 10.600 euro che viene incrementato a 15.200 se le condizioni necessarie venissero poste in essere al Sud.</p>
<p>Altra misura fondamentale per l’inserimento dei giovani nel mondo del lavoro è il passaggio, per le pensioni, al sistema contributivo: oltre a rendere più equo il sistema pensionistico, anche in questo caso le future nuove generazioni e, perché no?, anche le presenti, potranno ricavarne non pochi benefici.</p>
<p>Ancora più attonito sono rimasto quando ho letto degli ultimi investimenti programmati dal Cipe (Comitato interministeriale programmazione economica): le disposizioni prevedono un finanziamento per 123,3 milioni di euro da destinare al Sud per piccole opere. Finalmente al Sud va un intervento ordinario, non straordinario come è sempre avvenuto. Finalmente il Sud può pretendere gli stessi diritti del resto d’Italia. Con il nuovo Governo è finita anche la favola del federalismo fiscale promosso dalla Lega, che favoriva il Nord a danno del Sud: soppresso il Ministero delle riforme per il federalismo, è arrivato quello della coesione territoriale, che Calderoli ha definito “uno schiaffo alla Padania”.</p>
<p>Tornando al dl “Salva-Italia”, il Governo Monti ha mantenuto le sue promesse. Rigore coniugato con crescita ed equità. Vorrei soffermarmi solamente sulla crescita, visto lo scetticismo di molti in questo senso. È stato infatti rafforzato il fondo di garanzia per le imprese, con 20 miliardi di credito; è stato ricostituito l’Istituto per il commercio estero; sono stati previsti degli incentivi per chi decidesse di reinvestire  gli utili provenienti dalle proprie aziende, anziché intascarli.</p>
<p>Insomma, Monti ha rispettato i patti presi con gli italiani. Finalmente una politica che guarda “alle prossime generazioni”, alla crescita e al Mezzogiorno d’Italia, tanto dimenticato dai precedenti governi.</p>
<p>Finalmente, i giovani e la crescita sono di nuovo al centro (ma anche al Sud).</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Critiche a Monti, c&#8217;è chi può e chi non può.</title>
		<link>http://sicilia.estremocentro.net/2011/12/06/critiche-a-monti-ce-chi-puo-e-chi-non-puo/</link>
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		<pubDate>Tue, 06 Dec 2011 21:37:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Adriano Frinchi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Amato]]></category>
		<category><![CDATA[Ciampi]]></category>
		<category><![CDATA[critiche]]></category>
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		<category><![CDATA[manovra]]></category>
		<category><![CDATA[Monti]]></category>

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		<description><![CDATA[La delusione e la rabbia di tante persone di fronte alla manovra economica non mi stupiscono. E&#8217; comprensibile che davanti a sacrifici, anche notevoli, la gente sia arrabbiata e che dunque si sfoghi apertamente in famiglia, sul lavoro, nei luoghi di ritrovo e, oggi soprattutto, nella rete. Blog, forum e social network sono un fiorire [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<iframe src="http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http://sicilia.estremocentro.net/2011/12/06/critiche-a-monti-ce-chi-puo-e-chi-non-puo/&amp;layout=standard&amp;show_faces=1&amp;width=450&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;font=verdana" scrolling="no" frameborder="0" style="border:none; overflow:hidden; width:450px; height:25px"></iframe><p style="text-align: justify"><a href="http://sicilia.estremocentro.net/files/2011/12/Monti_Camera.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1379" src="http://sicilia.estremocentro.net/files/2011/12/Monti_Camera-300x206.jpg" alt="" width="300" height="206" /></a>La delusione e la rabbia di tante persone di fronte alla manovra economica non mi stupiscono. E&#8217; comprensibile che davanti a sacrifici, anche notevoli, la gente sia arrabbiata e che dunque si sfoghi apertamente in famiglia, sul lavoro, nei luoghi di ritrovo e, oggi soprattutto, nella rete. Blog, forum e social network sono un fiorire di sfoghi, invettive ed anche italianissime ironie. Non bisogna allarmarsi per queste cose, sono normali addirittura necessarie, e chi ha buona memoria ricorderà, al netto di internet, parole e sentimenti molti simili ai tempi delle stangate dei governi Amato e Ciampi. So che Mario Monti, come a suo tempo Giuliano Amato e Carlo Azeglio Ciampi, non se la prenderà per le ironie ed anche per qualche tono un po&#8217; sopra le righe degli italiani. Indulgenza dunque per il popolo, un po&#8217; meno per autorevoli commentatori e politici di ogni colore che in queste ore si stanno esercitando al tiro al bersaglio contro Monti e i suoi provvedimenti. Ho letto di giornalisti improvvisati grandi economisti che hanno stilato liste di cose da fare, o che hanno fatto le pulci alla manovra, ho letto anche articoli di celebri economisti ed esperti, forse un po&#8217; irritati dal fatto di non essere nel governo, che facevano la lezioncina a Mario Monti. E non parliamo dei giornali che facevano titoli degni di uno stato di Facebook. Ora nessuno pretende da questi signori applausi e lodi per il professor Monti, però sarebbe stato gradita una certa indulgenza, senza abdicare al diritto di critica, per chi si è preso enormi responsabilità e sarebbero stati auspicabili un contributo, un suggerimento od una sensibilizzazione del tessuto sociale piuttosto che un banale ed inutile populismo. Ma ciò che è più insopportabile sono le critiche della politica, quella stessa politica che avrebbe dovuto evitare questa situazione, quella politica che avrebbe dovuto fare le riforme quando era tempo. E il riferimento non è alle posizioni di Lega ed Idv che per esistere hanno bisogno di essere contro qualcosa, ma alle posizioni di chi pur avendo avuto nel passato responsabilità di governo ora sgrana il rosario dei “non mi piace” e dei “non è la nostra manovra”.</p>
<p style="text-align: justify">La manovra, come già detto da alcuni, è una medicina amare e si sa che le medicine amare non piacciono a nessuno, nemmeno a chi, come Monti, le deve somministrare. Ci sarebbero migliaia di miglioramenti da fare, non è la manovra dei sogni indubbiamente, ma è quella necessaria fatta da un governo che non è presieduto dal genio della lampada ma da un onesto e stimato <em>civil servant. </em>Questo non è un invito all&#8217;acriticità ma una esortazione a non sparare sul presidente Monti che si sta facendo generosamente carico di una situazione terribile; dalle forze politiche e sociali in questo momento tutti si attendono responsabilità e serietà, ci sarà tempo per tornare ai bizantinismi e ai riti della politica. Ora è necessario adeguarsi alla sobrietà, al rigore e alla velocità di Mario Monti; lo si faccia per l&#8217;Italia o se non se ne è più capaci almeno lo si faccia per cortesia verso una persona che si è fatta carico di immense responsabilità non sue. La classe politica deve tanto a Mario Monti, a partire da quel piccolo dettaglio, che però dice tanto, dell&#8217;attenzione che Monti riserva agli interventi di tutti i parlamentari. E tutti noi sappiamo che spesso in Parlamento non parlano statisti.</p>
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