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	<title>Sicilia</title>
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	<description>Un blog di estremocentro</description>
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		<title>La fine di un&#8217;epoca</title>
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		<pubDate>Sat, 19 May 2012 10:09:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Umberto Velletri</dc:creator>
				<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Raffaele Lombardo]]></category>

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		<description><![CDATA[Solitamente, quando un’epoca è arrivata al culmine, ci si domanda su come riorganizzare il futuro e si sintetizzano i punti salienti che quest’epoca ci sta lasciando. In questo caso ci sarà poco da sintetizzare, e soprattutto ci si dovrà “rimboccare le maniche” per rimettere in piedi una macchina regionale che per troppi anni è stata [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<iframe src="http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http://sicilia.estremocentro.net/2012/05/19/lafinediunepoca/&amp;layout=standard&amp;show_faces=1&amp;width=450&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;font=verdana" scrolling="no" frameborder="0" style="border:none; overflow:hidden; width:450px; height:25px"></iframe><p><a href="http://sicilia.estremocentro.net/files/2012/02/raffaele-lombardo-presidente-della-sicilia1.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1439" src="http://sicilia.estremocentro.net/files/2012/02/raffaele-lombardo-presidente-della-sicilia1.jpg" alt="Raffaele Lombardo" width="380" height="287" /></a>Solitamente, quando un’epoca è arrivata al culmine, ci si domanda su come riorganizzare il futuro e si sintetizzano i punti salienti che quest’epoca ci sta lasciando.</p>
<p>In questo caso ci sarà poco da sintetizzare, e soprattutto ci si dovrà “rimboccare le maniche” per rimettere in piedi una macchina regionale che per troppi anni è stata lasciata in balia degli eventi.</p>
<p>Tra qualche mese, finirà, si spera, la storia d’amore tra il Governatore più autonomista che la nostra isola abbia mai avuto, teoricamente, ed il popolo siciliano.</p>
<p>Una storia iniziata con i migliori presupposti, con entusiasmo e con prospettive ben sopra la media, ma che ha deluso su tutti i punti di vista.</p>
<p>Una storia che ha deluso non solo il siciliano medio, ma anche gli stessi fautori che dal primo giorno hanno creduto in questo progetto, fallimentare su tutta la linea.</p>
<p>“<em>Clientelismo</em>” ed “<em>Avvisi di Garanzia</em>” hanno fatto da cornice ad un Governo incapace e ribaltonista che, nonostante la chiara volontà dei cittadini, ha cercato più volte nuove alleanze pur di rimanere saldamente al potere.</p>
<p>Un Governatore che, nonostante i numeri esigui, ha preferito bloccare la sua “amata” regione invece di darle stabilità e progettualità.</p>
<p>Come ciliegina sulla torta, per incamminarsi verso le dimissioni, e quindi verso le prossime elezioni, verranno assunti i “<strong>camminatori</strong>”, dipendenti che avranno il compito di movimentare le pratiche da un posto all’altro.</p>
<p>Indubbia è l’arretratezza di pensiero del governo Lombardo dato che, nell’era di internet e della digitalizzazione, ricrea figure appartenute al passato, ma non ci si stupisce che prima di ogni elezione si creino nuovi posti di lavoro, anche con le mansioni più disparate.</p>
<p><strong><em>La nuova epoca è alle porte, ma le vecchie abitudini sono rimaste.</em></strong></p>
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		<title>Oltre il giustizialismo e il garantismo</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Apr 2012 08:50:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Orazio Cangelosi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Democrazia]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Sicurezza e difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Giustizia]]></category>
		<category><![CDATA[Lega]]></category>

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		<description><![CDATA[L&#8217;inefficienza della giustizia italiana è certamente un problema antico ed è molto lontana, a mio avviso, una concreta soluzione. Secondo me la zavorra che impedisce un cambiamento reale del nostro sistema giudiziario è, tanto per cambiare, la politica. E&#8217; evidente che, soprattutto negli ultimi anni, ci sia stato un processo di politicizzazione della giustizia che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<iframe src="http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http://sicilia.estremocentro.net/2012/04/30/oltre-il-giustizialismo-e-il-garantismo/&amp;layout=standard&amp;show_faces=1&amp;width=450&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;font=verdana" scrolling="no" frameborder="0" style="border:none; overflow:hidden; width:450px; height:25px"></iframe><p style="text-align: justify;">L&#8217;inefficienza della giustizia italiana è certamente un problema antico ed è molto lontana, a mio avviso, una concreta soluzione. Secondo me la zavorra che impedisce un cambiamento reale del nostro sistema giudiziario è, tanto per cambiare, la politica. E&#8217; evidente che, soprattutto negli ultimi anni, ci sia stato un processo di politicizzazione della giustizia che ha considerato certi modi di interpretare le leggi come faziosi e legati ad una politica di destra o di sinistra. Son nate tra l&#8217;altro le correnti del garantismo e del giustizialismo che hanno facilitato l&#8217;affermazione di schemi semplicistici e mistificatori, ma soprattutto non riescono a cogliere il vero nocciolo della questione.</p>
<p style="text-align: justify;">Il giustizialismo da un lato sembra voler rispettare la legge dello stato applicandola in maniera rigorosa ma spesso perde di vista la realtà che sembra essere più complessa di come certi “puristi” la vorrebbero rappresentare.</p>
<p style="text-align: justify;">I garantisti dall&#8217;altro lato cercano di rafforzare le loro convinzioni quasi attualizzando in modo laico la frase evangelica: “chi è senza peccato scagli la prima pietra”, perdono di vista però che la clemenza non è sinonimo di dimenticanza delle leggi umane e sociali, ma completamento di esse e,se non si rispettano, si verifica un caos che porta alla contraddizione dello stato dentro lo stato come la mafia o altre associazioni a delinquere delle quali l&#8217;Italia purtroppo è la patria.</p>
<p style="text-align: justify;">La questione si potrebbe risolvere, a mio avviso, interpretando in nuovi modi alcuni termini, per esempio la parola carcere. Cos&#8217;è il carcere, un luogo di punizione o un luogo di educazione e formazione? Guardando le strutture ridicole di molte carceri italiane sembra che esse siano non un luogo di punizione o formazione ma piuttosto squallida dimora dove si esercita la disumana umiliazione. Tante carceri che sono strutturate per contenere 50 detenuti ne hanno invece 200. I carcerati sono ammassati come oggetti privi di vita e, ricordiamo che alcuni di questi potrebbero anche essere innocenti e non meritevoli della pena inflitta.</p>
<p style="text-align: justify;">Anche se un detenuto è colpevole e sta giustamente scontando la punizione, chi siamo noi  che ci riteniamo degni di offendere la dignità umana? Non è che per caso ci dimentichiamo che dietro un&#8217; azione iniqua c&#8217;è un uomo e che non è detto che un uomo che commette il reato non si penta dell&#8217;azione commessa? Perché dobbiamo pensare chi è ladro non possa divenire, dopo un accurato discernimento, un altro uomo, magari rispettoso di tutte le leggi italiane&#8217;? Le carceri, a mio avviso, non devono umiliare ma favorire lo sviluppo interiore di questo discernimento affinché l&#8217;uomo possa, dopo aver conosciuto se stesso, conoscere realmente il senso della società ed agire in modi nuovi.</p>
<p style="text-align: justify;">Per questo mi auguro che possa esserci una discussione appropriata in parlamento per cercare di risolvere questo lacerante problema.</p>
<p style="text-align: justify;">Occorre inoltre che si rivaluti il ruolo imparziale del giudice, il quale non deve essere soggetto a strumentali interpretazioni di sinistra o di destra, ma deve essere la sentinella, per così dire, che protegge la legge italiana affinché venga rispettata da tutti i cittadini.</p>
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		<title>Alle porte di una nuova era</title>
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		<pubDate>Sun, 22 Apr 2012 20:18:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Umberto Velletri</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Pier Ferdinando Casini]]></category>

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		<description><![CDATA[Una nuova era è alle porte, un’era che lasci alle spalle anni difficili e che dia ancora più valore ad una politica sana ed improntata al futuro, un’era che sappia coniugare il rinnovamento socio-culturale ai valori democratici – cristiani , un’era di maggiore sobrietà con il rifiuto totale di demagogia e populismo, che per troppi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<iframe src="http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http://sicilia.estremocentro.net/2012/04/22/alleportediunanuovaera/&amp;layout=standard&amp;show_faces=1&amp;width=450&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;font=verdana" scrolling="no" frameborder="0" style="border:none; overflow:hidden; width:450px; height:25px"></iframe><p><a href="http://sicilia.estremocentro.net/files/2010/08/casini.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-694" src="http://sicilia.estremocentro.net/files/2010/08/casini.jpg" alt="" width="300" height="230" /></a>Una nuova era è alle porte, un’era che lasci alle spalle anni difficili e che dia ancora più valore ad una politica sana ed improntata al futuro, un’era che sappia coniugare il rinnovamento socio-culturale ai valori democratici – cristiani , un’era di maggiore sobrietà con il rifiuto totale di demagogia e populismo, che per troppi anni ha incentrato la politica degli ultimi governi, e che parli un linguaggio della verità e della serietà.</p>
<p>Questa è la nuova era dei moderati italiani, che nonostante i partiti di provenienza, hanno il bisogno di ritrovarsi in un contenitore che possano chiamare “Casa”.</p>
<p>Con le dimissioni di oggi, da parte di <strong>Pier Ferdinando Casini</strong>, dalla carica di Presidente del gruppo parlamentare, si è dato un segnale forte dell’interesse che il leader dell’Udc ha nei confronti del futuro italiano, sia politico che sociale, un’interesse che va al di là di ogni carica o poltrona in sé, un’interesse genuino spinto dall’amore e dal rispetto che egli nutre nei confronti delle istituzioni e del popolo sovrano, e che da forza e stabilità ad una nazione che, anche a livello Europeo, dovrà ritrovare la fiducia persa negli ultimi anni.</p>
<p>Il passo indietro di oggi, e l’azzeramento dei vertici del partito, è l’inizio di un cambiamento di un Paese che finalmente avrà ciò che si merita, ed è il segnale che , tra i nostri politici, esiste una percentuale, anche se non altissima, di persone lungimiranti che danno più peso al futuro, e che sono coscienti di essere: “<strong>alle porte di una nuova era</strong>”.</p>
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		<title>Un&#8217;altra occasione per crescere</title>
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		<pubDate>Sat, 21 Apr 2012 12:15:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Umberto Velletri</dc:creator>
				<category><![CDATA[Turismo]]></category>
		<category><![CDATA[Confesercenti]]></category>
		<category><![CDATA[Otie]]></category>

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		<description><![CDATA[Ieri, Venerdì 20 Aprile 2012, si è svolta , presso il Grande Hotel delle Palme, la conferenza regionale del turismo, organizzata da Confesercenti Sicilia, dal titolo “Impatto economico generato dal Turismo in Sicilia: i package tour”. La mattinata, e quindi la conferenza in se, si è incentrata sulla presentazione da parte di Giovanni Ruggieri, presidente [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<iframe src="http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http://sicilia.estremocentro.net/2012/04/21/unaltraoccasionepercrescere/&amp;layout=standard&amp;show_faces=1&amp;width=450&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;font=verdana" scrolling="no" frameborder="0" style="border:none; overflow:hidden; width:450px; height:25px"></iframe><p><a href="http://sicilia.estremocentro.net/files/2012/04/x-articolo.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1555" src="http://sicilia.estremocentro.net/files/2012/04/x-articolo-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a>Ieri, Venerdì 20 Aprile 2012, si è svolta , presso il Grande Hotel delle Palme, la conferenza regionale del turismo, organizzata da Confesercenti Sicilia, dal titolo “Impatto economico generato dal Turismo in Sicilia: i package tour”.</p>
<p>La mattinata, e quindi la conferenza in se, si è incentrata sulla presentazione da parte di <strong>Giovanni Ruggieri</strong>, presidente Osservatorio Turismo Isole Europee –Otie- e professore presso la facoltà di Economia dell’Università di Palermo, di un’interessantissima indagine sui “package tour”, uno dei segmenti turistici più rilevanti del brand Sicilia, che ha coinvolto operatori incoming, strutture ricettive siciliane, siti culturali e guide turistiche.</p>
<p>Innanzitutto si è delineato il motivo per cui i turisti acquistino tali pacchetti, sia per la vendita in forma collettiva e sia perchè tale modalità è più adatta per la fruizione culturale. I soggetti che acquistano sono, per lo più, turisti first commers( turisti che visitano la nostra regione per la prima volta) che in brevi periodi vogliono visitare tutti i migliori siti dell’isola.</p>
<p>I tour più diffusi sono quelli classici ed i minitour, mentre prendono sempre più campo i tour tematici ed i tour on-demand.</p>
<p>Nel 2011 quasi 133 mila turisti hanno comprato un pacchetto vacanze in Sicilia, sviluppando circa 800 mila presenze. Questi dati ci mostrano come tale segmento sia importante per tutto il comparto turistico in se, oltre all’importanza che si ha anche per l’economia regionale.</p>
<p>Lo studio, inoltre, ha elencato le varie situazioni che dovranno essere monitorate periodicamente, e studiate, sulla quale bisognerà stare attenti per combattere un’eventuale diminuzione di presenze. Essendo un segmento ad esaurimento, bisognerà incentivare, anche con nuove idee, i turisti, oltre a rendere meno standardizzato tale settore, con l’aumento di professionisti dell’incoming che abbiano dalla loro le qualità adatte per far fare alla nostra terra un salto di qualità.</p>
<p>Tra le opportunità, il presidente dell’Otie, ha elencato la creazione di Special Event Tours( tour incentrati su eventi speciali), occasioni nuove per fidelizzare i clienti, rafforzare i tour di Sicilia legandoli a vacanze stanziali e la creazione di tour innovativi.</p>
<p>Da tale conferenza esce una voce unica, di tutti quei soggetti che vedono nel turismo la soluzione ai tanti problemi della nostra regione. Soggetti che all’unisono chiedono, anzi pretendono, la cessazione di parole, e l’inizio di un percorso unico sulla base di dati scientifici certi con uno sviluppo concreto.</p>
<p>Si ritiene fondamentale la creazione di un offerta integrata unica, ed un incremento del tasso di occupazione, oltre all’avvio di una politica reale sul sistema dei trasporti, sulla delocalizzazione e sulla destagionalizzazione.</p>
<p>Lo sviluppo turistico passa per la creazione di un brand unico, perché <strong>la tutela del nostro prodotto è la tutela della nostra immagine</strong>.</p>
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		<title>Ungheria, un altro punto di vista</title>
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		<pubDate>Mon, 16 Apr 2012 17:00:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Umberto Velletri</dc:creator>
				<category><![CDATA[Democrazia]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Orban Viktor]]></category>
		<category><![CDATA[Ungheria]]></category>

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		<description><![CDATA[La falsa propaganda, e le notizie create ad hoc sono strumento indispensabile per screditare quanto di  buono si stia facendo, ed è la politica principale di quelle opposizioni che, non avendo nulla in mano, puntano tutto sul ridicolizzare e sul penalizzare Governi che realmente lavorano per il bene del proprio popolo. È da svariati mesi, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<iframe src="http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http://sicilia.estremocentro.net/2012/04/16/lafalsapropaganda/&amp;layout=standard&amp;show_faces=1&amp;width=450&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;font=verdana" scrolling="no" frameborder="0" style="border:none; overflow:hidden; width:450px; height:25px"></iframe><p><a href="http://sicilia.estremocentro.net/files/2012/04/Orbán-Viktor.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1533" src="http://sicilia.estremocentro.net/files/2012/04/Orbán-Viktor-300x223.jpg" alt="" width="300" height="223" /></a></p>
<p>La falsa propaganda, e le notizie create ad hoc sono strumento indispensabile per screditare quanto di  buono si stia facendo, ed è la politica principale di quelle opposizioni che, non avendo nulla in mano, puntano tutto sul ridicolizzare e sul penalizzare Governi che realmente lavorano per il bene del proprio popolo.</p>
<p>È da svariati mesi, che il governo ungherese, ed in primis il “Primo Ministro” Orban Viktor, sono sotto l’attacco di tutta una schiera di giornali e giornalisti faziosi che hanno montato, e continuano a farlo, una farsa contro le istituzioni magiare.</p>
<p>Ho passato le ultime settimane in Ungheria, ed ho potuto vedere con i miei occhi, e soprattutto sentire l’opinione di quanti vivono lì e difendono con orgoglio gli interessi di tutta la nazione stessa.</p>
<p>Tanti giovani, e non, mi hanno raccontato del buon operato di questo governo, e di quanto nella persone di Orban vi sia l’interesse per risollevare le sorti di un popolo, che per troppi anni non è stato libero di scegliere nemmeno un prodotto rispetto ad un altro, di un popolo che ha fatto file giornaliere per un po’ di pane, di un popolo che è stanco di vedere al potere le solite figure che, come i loro predecessori del periodo dittatoriale, continuano a mentire (vedi l&#8217;ex primo ministro Ferenc Gyurcsàny).</p>
<p>Ovviamente, come in una buona democrazia che si rispetti, anche in Ungheria stessa vi sono gli oppositori e vi sono tanti liberi cittadini che non si rivedono nella politica di Orban, che magari agli occhi di tutti sembrerebbe un po’ autoritaria.</p>
<p>Ed è proprio questo ciò che distingue il governo magiaro: poche parole e molti fatti, molta serietà e poca ridicolizzazione di quel 55% di popolo che ha scelto di voltare pagina.</p>
<p>La situazione sociale interna non è delle più semplici, le divisioni sono molteplici, come molteplici sono i problemi che si hanno tra gli ungheresi e le etnie rom residenti nel territorio, ed è questo uno dei primi punti sulla quale il governo sta lavorando.</p>
<p>Un governo che, inoltre, sta ridando le chiavi dell’economia agli ungheresi stessi dopo anni di sfruttamenti economici di imprese straniere.</p>
<p>Un governo che ha cambiato, finalmente, una costituzione che è stata figlia dell’occupazione comunista post seconda guerra mondiale, e che per tutto il periodo della dittatura ha fatto incetta di incarcerazioni ed esecuzioni.</p>
<p>Un governo scomodo sia agli oppositori che a quanti in Europa stessa pensano di sfruttare la dignità e l’orgoglio di quei 15 milioni di ungheresi che, figli di una storia bellissima, da più di 1000 anni, grazie all’edificazione da parte di Santo Stefano, sono legati alla loro nazione: L’UNGHERIA.</p>
<div><a href="http://www.pierferdinandocasini.it/2012/04/18/ungheria-un-altro-punto-di-vista/">http://www.pierferdinandocasini.it/2012/04/18/ungheria-un-altro-punto-di-vista/</a></div>
<div></div>
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		<title>Casini e la rinuncia ai benefit</title>
		<link>http://sicilia.estremocentro.net/2012/04/02/casini-e-la-rinuncia-ai-benefit/</link>
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		<pubDate>Mon, 02 Apr 2012 18:32:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mario Pezzati</dc:creator>
				<category><![CDATA[Democrazia]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[benefit]]></category>
		<category><![CDATA[bertinotti]]></category>
		<category><![CDATA[Casini]]></category>

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		<description><![CDATA[Riceviamo e Pubblichiamo da Orazio Cangelosi Nell&#8217;Italia dalle doppie facce e dai mille atteggiamenti contraddittori nei confronti della crisi, anche nel campo politico convivono da un lato le idee del cambiamento che sono delle vere forze dinamiche per la salvezza della nazione, dall&#8217;altro quelle invece che tendono alla conservazione e che sono il vero tumore [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<iframe src="http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http://sicilia.estremocentro.net/2012/04/02/casini-e-la-rinuncia-ai-benefit/&amp;layout=standard&amp;show_faces=1&amp;width=450&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;font=verdana" scrolling="no" frameborder="0" style="border:none; overflow:hidden; width:450px; height:25px"></iframe><p>Riceviamo e Pubblichiamo da Orazio Cangelosi</p>
<p>Nell&#8217;Italia dalle doppie facce e dai mille atteggiamenti contraddittori nei confronti della crisi, anche nel campo politico convivono da un lato le idee del cambiamento che sono delle vere forze dinamiche per la salvezza della nazione, dall&#8217;altro quelle invece che tendono alla conservazione e che sono il vero tumore dell&#8217;intero corpo istituzionale. Quando parlo delle prime non intendo grandi gesti eroici, né alludo a chissà quali miracoli accaduti sulla via di Damasco, voglio solo esprimere il mio entusiasmo per quei piccoli gesti che sono delle vere icone della politica della serietà. Qualche giorno fa l&#8217;ex terza carica dello stato, nonché leader dell&#8217;UDC, ha dichiarato di voler rinunciare ad ogni beneficio connesso allo status di ex presidente della camera. Questa decisione credo che debba essere considerata con molta attenzione poiché, di fronte alla crisi, c&#8217;è finalmente qualcuno  della cosiddetta casta politica che sta maturando un diverso modo di approcciarsi alle grosse problematiche in questione, qualcuno che con reali azioni sta vicino alle difficoltà degli italiani, qualcuno che sostituisce alle figure retoriche e alle parole accattivanti ma vuote e sterili, un gesto sì simbolico ma concreto. A lui subito si oppone l&#8217;Italia del no, quella che a parole monopolizza l&#8217;etica e la morale ma nei fatti non vuole rinunciare a nulla, è quella politica che ha reso l&#8217;Italia la cenerentola dell&#8217;Europa e la barzelletta del mondo. Parlo di quei politici che con le loro contraddizioni tra quello che dicono e quello che fanno hanno allontanato gli italiani dalle istituzioni; uno su tutti Fausto Bertinotti.</p>
<p>Per anni il vecchio compagno del PCI ha parlato dei diritti dei lavoratori, per anni ha usato la verve politica filo rivoluzionaria marxista e leninista, per anni a parole avrebbe voluto trasformare l&#8217;Italia nell&#8217;isola pacifista comunista cubana, è stato lui a definire quella realtà anti americana come l&#8217;eden terreno, poi non so se ha visto mondi immaginari o ha fatto i viaggi di Gulliver nell&#8221;isola di Lilliput (dato l&#8217;altezza si sarebbe trovato bene), per anni a parole è stato un compagno fedele ma nei fatti mi sembra che si sia molto imborghesito. Che strano effetto fa l&#8217;esercizio del potere! Ma forse è un Hobbit ed ha un anello nascosto che lo rende così avido? Sta di fatto che egli sembra avere molta diffidenza delle proposte di Casini, dice che si vuole attenere alle leggi istituzionali. Mah! strana frase è questa per uno che per anni ha criticato i privilegi degli imprenditori! E cosa dire dell&#8217;altro compagno Violante? Costui ha criticato apertamente Casini dicendo: «Non ho mai partecipato alle fiere dell&#8217;ipocrisia e non intendo farlo neanche stavolta».</p>
<p>Se c&#8217;è davvero ipocrisia, questa si evince da certe ideologie che ormai si comprende come siano degli specchi per le allodole che illudono il popolo semplice.</p>
<p>Non è più ormai, in un mondo laicizzato, la religione l&#8217;oppio dei popoli ma l&#8217;ideologia politica. Essa per anni ha determinato quel voto di appartenenza che ha anteposto alle reali capacità dei candidati il pensiero del partito di massa. Così, se l&#8217;italiano di centro, di destra o di sinistra  vedeva un politico capace ma dello schieramento opposto, non lo votava perchè distante dal suo pensiero. Il problema di questo atteggiamento elettorale è stato proprio quello che, a parte le ideologie inesistenti e che servivano solo per ammaliare il popolo, per decenni sulle comode poltrone delle istituzioni si sono seduti degli incapaci, che non hanno agito per il bene della nostra Italia.</p>
<p>Tutto ciò si evince nell&#8217;ipocrisia de Bertinotti e Violante che adesso hanno tolto la maschera del compagno e assumono tranquillamente il volto del politico dall&#8217;aspetto della prima e seconda repubblica: quello del borghese ingannatore.</p>
<p>Dato che si è in una fase di passaggio, al vecchio Fausto vorrei consigliare la creazione di un nuovo partito di ispirazione comunista: L&#8217; M.C.I, ovvero Mistificazione Comunista Italiana e nello stemma, invece del classico simbolo falce e martello, metterei l&#8217;icona del Don Chisciotte che lotta contro i mulini al vento dato che l&#8217;insensatezza di certa politica richiama quell&#8217;immagine del poema di Cervantes.</p>
<p>Tuttavia il dovere morale dell&#8217;italiano è quello di credere e sperare in un vero e proprio cambiamento al di là delle tenebre di questo scenario italico, europeo e mondiale; infatti la proposta di Casini deve apparire come una luce che, seppure fioca, deve necessariamente espandersi per purificare la vecchia e rozza politica di un tempo, tutto ciò nella speranza che l&#8217;arte della politica non sia più il segreto di fare i propri affari e di impedire agli altri di fare il loro, come diceva Courtilz De Sandras, ma che sia al contrario quell&#8217;arte dove la nobile virtù si mette al servizio del cittadino.</p>
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		<title>Conosciamo meglio l’IMU</title>
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		<pubDate>Thu, 29 Mar 2012 21:13:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mario Pezzati</dc:creator>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>

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		<description><![CDATA[A breve entrerà a regime l’IMU (Imposta Municipale Unica), ed è doveroso chiarire qualche dubbio: intanto specifichiamo che questa imposta è la riedizione della ICI, la cui abolizione ha portato quasi al dissesto finanziario moltissimi comuni. Certo non è un provvedimento popolare o amato, ma tengo a precisare che è stata solo anticipata la sua [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<iframe src="http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http://sicilia.estremocentro.net/2012/03/29/conosciamo-meglio-limu/&amp;layout=standard&amp;show_faces=1&amp;width=450&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;font=verdana" scrolling="no" frameborder="0" style="border:none; overflow:hidden; width:450px; height:25px"></iframe><p style="text-align: justify;" align="center"><a href="http://sicilia.estremocentro.net/files/2012/03/case_imu-H120323161841.jpg"><img class="alignleft  wp-image-1527" title="case_imu-H120323161841" src="http://sicilia.estremocentro.net/files/2012/03/case_imu-H120323161841-300x196.jpg" alt="" width="210" height="137" /></a>A breve entrerà a regime l’IMU (Imposta Municipale Unica), ed è doveroso chiarire qualche dubbio: intanto specifichiamo che questa imposta è la riedizione della ICI, la cui abolizione ha portato quasi al dissesto finanziario moltissimi comuni.<br />
Certo non è un provvedimento popolare o amato, ma tengo a precisare che è stata solo anticipata la sua entrata in vigore: il precedente governo aveva stabilito di farla entrare a regime nel 2014 (<a href="http://www.galletti.info/2011/11/25/il-ritorno-dell%E2%80%99ici-no-l%E2%80%99anticipo-dell%E2%80%99imu" target="_blank">fonte</a>), mentre il governo Monti, a causa dei problemi finanziari ereditati, ha deciso di anticiparla già ora.<br />
Ovviamente, le storie e le leggende urbane sull’IMU e sugli importi stanno fiorendo ovunque e, per serietà, mi sembra doveroso chiarire alcuni punti. Intanto l’IMU si accompagna ad un&#8217;altra grande rivoluzione: la riforma del catasto (<a href="http://www.ilsussidiario.net/News/Economia-e-Finanza/2012/3/28/CALCOLO-IMU-Riforma-del-catasto-L-esperto-vi-spiego-come-evitare-un-flop-/261891/" target="_blank">fonte</a>) grazie alla delega prevista all&#8217;interno della riforma del fisco che aggiornerà il sistema di valutazione degli immobili, passando dal conteggio dei vani di un&#8217;abitazione (attualmente l’unica misura per determinare l&#8217;imponibile), alla metratura.<span id="more-1526"></span><br />
Che significa? Che case nella stessa zona, ma di diverse metrature, pagheranno IMU: mi sembra ovvio che una stanza di 10 metri quadrati e una stanza di 60 metri quadrati sono cose ben diverse. Ma questo è solo il primo passo, perché vi sarà una ulteriore verifica del mondo abitativo italiano: siamo fermi agli anni settanta e risultano “ufficialmente” più di un milione di abitazioni senza servizi igienici e solamente 36mila abitazioni classificate come “lussuose” (a fronte di circa 33 milioni di immobili residenziali).<br />
Sono valori reali questi? Ovviamente no. Così come bisognerà anche procedere ad una revisione delle rendite catastali: è giusto che una casa costruita oggi paghi molto di più rispetto ad una casa degli anni ’80? Bisogna quindi provvedere, tramite un complesso algoritmo, a valutare e aggiornare il valore delle rendite catastali avvicinandole a quelli di mercato.</p>
<p style="text-align: justify;">Su questa riforma si innesta, come abbiamo detto, anche l’IMU, che sta alimentando alcune polemiche, non ultima quella sui “palazzi storici” (<a href="http://www.corriere.it/cultura/12_marzo_26/conti-dimore-storiche-imu_6c66af84-7758-11e1-93b9-89336e75ab45.shtml" target="_blank">fonte</a>): Moroello Diaz, che più di dieci anni fa ha fondato un gruppo finanziario internazionale attraverso il quale si occupa di energie rinnovabili, è dal 2010 presidente dell&#8217;Adsi, l&#8217;Associazione dimore storiche italiane, ovvero cinquemila iscritti, 17 mila tra palazzi patrizi di città (a Roma palazzo Colonna e palazzo Doria Pamphilj), ville, castelli.<br />
Ebbene, l’associazione da lui rappresentata lamenta il vertiginoso aumento dell’IMU e minacciano di richiedere che vengano tolti i vincoli architettonici, qualora non venisse previsto uno “sconto” per le dimore storiche. E’ indubbio che sono dimore che hanno moltissimi oneri e un aumento dell’IMU non aumenta, perché si tratta di un grosso costo di gestione per chi affitta queste dimore (basti pensare alle ville del 700 che vengono affittate per matrimoni e celebrazioni).<br />
Una revisione dell’IMU per queste dimore è quantificabile in circa 27 milioni di euro, e starà al governo valutare la situazione. Ma per chi non ha “dimore storiche” e vuole farsi una idea di quanto potrebbe pagare con l’IMU suggerisco questo link (fonte: <a href="http://www.uppi.it/?q=node/420">http://www.uppi.it/?q=node/420</a>) che riporta all’UPPI (Unione Piccoli Proprietari Immobiliari) e che permette di ipotizzare l’IMU da pagare.</p>
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		<title>Stanchi dei revival</title>
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		<pubDate>Thu, 29 Mar 2012 20:30:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Umberto Velletri</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>

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		<description><![CDATA[Piove sul bagnato in Sicilia, e non è un revival. Il Gip Luigi Barone non ha accolto la richiesta di archiviazione presentata dalla Procura di Catania e ha disposto l’imputazione coatta per concorso esterno all’associazione mafiosa e voto di scambio aggravato del presidente della Regione Siciliana, Raffaele Lombardo, e di suo fratello Angelo, deputato nazionale [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<iframe src="http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http://sicilia.estremocentro.net/2012/03/29/stanchi-dei-revival/&amp;layout=standard&amp;show_faces=1&amp;width=450&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;font=verdana" scrolling="no" frameborder="0" style="border:none; overflow:hidden; width:450px; height:25px"></iframe><p><a href="http://sicilia.estremocentro.net/files/2012/03/lombardo-x-testo.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1521" src="http://sicilia.estremocentro.net/files/2012/03/lombardo-x-testo.jpg" alt="" width="600" height="476" /></a>Piove sul bagnato in Sicilia, e non è un revival.</p>
<p>Il Gip Luigi Barone non ha accolto la richiesta di archiviazione presentata dalla Procura di Catania e ha disposto l’imputazione coatta per concorso esterno all’associazione mafiosa e voto di scambio aggravato del presidente della Regione Siciliana, Raffaele Lombardo, e di suo fratello Angelo, deputato nazionale del Mpa.</p>
<p>Ieri si era conclusa l&#8217;udienza camerale sulla richiesta di archiviazione avanzata dalla procura etnea. La Procura aveva riconfermato la richiesta di archiviazione del fascicolo spiegando che la valutazione si basava sulla cosiddetta ’sentenza Mannino’.</p>
<p>Ed è doveroso dire che a tale richiesta mossa dalla pubblica accusa si erano associati anche gli avvocati difensori.</p>
<p>Come tutte le notizie di prim’ordine, la scia di polemiche si è subito accesa ed ha alimentato ulteriormente il dibattito politico ed etico dell’opinione pubblica Siciliana e non.</p>
<p>Analizzerei prima di tutto il momento delicato che noi tutti stiamo vivendo, impregnato da continue polemiche pre elettorali con un contorno di ipotetico default del capoluogo.</p>
<p>Inoltre, non dimenticherei che la stessa Giunta Regionale, preseduta dal Governatore Lombardo, è stata sotto l’occhio del ciclone nelle ultime settimane per l’approvazione del bilancio e per l’inoperosità che ha mandato a monte anni di sviluppo e progresso.</p>
<p>Ma partiamo da Palermo, da una città che negli ultimi giorni si è svegliata sotto cumuli ingenti di immondizia, e che si auspica una rinascita civile e sociale in parallelo al rinnovo della nuova classe dirigente politica che la guiderà nei prossimi anni. Una città che oggi ha visto gli alleati del Presidente, made in Catania, muoversi con brillante tempismo alla difesa non della persona, ma della loro comoda poltrona.</p>
<p>Alleati che pur di rimanere al potere, tra ribaltoni vari, hanno dimenticato il volere dei propri elettori. Ed è questo il vero male della politica, il non ricordarsi chi si rappresenta per seguire vertiginose ascese alle cariche più influenti.</p>
<p>Ovviamente l’incertezza è grande, soprattutto perché lo stesso Lombardo, con il suo partito, appoggia un candidato Sindaco di un partito che fa parte della maggioranza del Governo Regionale, e che avrà difficoltà a chiedere le dimissioni in caso di “Rinvio a giudizio”.</p>
<p>Ma a noi i giochi non interessano, la dignità di un popolo va al di là delle decisioni dei palazzi, e nel caso in cui Lombardo dovesse fare un passo indietro avrebbe tutto l’appoggio dei Siciliani, stanchi dei processi ai propri politici, stanchi di avere Governatori rinviati a giudizio.</p>
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		<title>La politica sta dando una buona prova di sé</title>
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		<pubDate>Tue, 27 Mar 2012 20:58:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Umberto Velletri</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Pierferdinado Casini]]></category>

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		<description><![CDATA[&#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; Tra la riforma del lavoro, che sta mettendo a ferro e fuoco tutta la nazione intera, ed i conflitti sociali che si moltiplicano giornalmente, anche i parlamentari vedranno, al più presto, modificate le regole inerenti alle loro selezioni da [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<iframe src="http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http://sicilia.estremocentro.net/2012/03/27/la-politica-sta-dando-una-buona-prova-di-se/&amp;layout=standard&amp;show_faces=1&amp;width=450&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;font=verdana" scrolling="no" frameborder="0" style="border:none; overflow:hidden; width:450px; height:25px"></iframe><p><a href="http://sicilia.estremocentro.net/files/2012/03/legge-elet.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1510" src="http://sicilia.estremocentro.net/files/2012/03/legge-elet.jpg" alt="" width="400" height="396" /></a></p>
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<p>Tra la riforma del lavoro, che sta mettendo a ferro e fuoco tutta la nazione intera, ed i conflitti sociali che si moltiplicano giornalmente, anche i parlamentari vedranno, al più presto, modificate le regole inerenti alle loro selezioni da parte del popolo sovrano elettore.</p>
<p>Dal vertice di oggi pomeriggio sono uscite le linee guida per la modifica della legge elettorale, richiesta a gran voce da tutta l’opinione pubblica, oltre che dal <strong>Capo dello Stato</strong>.</p>
<p>I tre leader, dei partiti di maggioranza, hanno trovato un accordo su una nuova legge elettorale, ritornando a regole “pre Tangentopoli”.</p>
<p>Continuamente, nella vita di tutti i giorni, vengono ripescate vecchie mode, ma nella politica il ritorno al “Vintage” è una novità.</p>
<p>Il ritorno ad una legge elettorale da Prima Repubblica comporterà la sparizione dell’obbligo di coalizione, il numero dei parlamentari verrà tagliato e nelle liste dovrà essere presente l’indicazione del candidato premier.</p>
<p>Sarà previsto inoltre una soglia di sbarramento (4 o 5%) ed il diritto di tribuna per i partiti che non riusciranno ad eleggere parlamentari.</p>
<p>Tema caldo è la restituzione ai cittadini della facoltà di decidere quale specifico esponente politico dovrà rappresentarli.</p>
<p>Il numero dei rappresentanti dovrebbe scendere a 500 deputati e 250 senatori, e questo rappresenterà una snellimento della spesa pubblica, non di rilievo, ma è sempre un inizio.</p>
<p>In definitiva si torna a un sistema proporzionale “secco”, anche se per il partito che avrà più voti ci sarà un premio di maggioranza.</p>
<p>Secondo il leader dell&#8217; Udc, <strong>Pierferdinando Casini</strong> : “ è stato chiesto alla politica di battere un colpo: lo abbiamo fatto. Siamo riusciti a passare dalle parole ai fatti. La politica sta dando una buona prova di sé”.</p>
<p>Ritengo che sarebbe molto utile tornare alle preferenze, così da ridare finalmente al cittadino la possibilità di designare il proprio rappresentante, ma quanto ci gioverà la sparizione dell’obbligo di coalizione?</p>
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		<title>Ma la RAI è ancora davvero servizio pubblico?</title>
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		<pubDate>Wed, 21 Mar 2012 14:21:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppe Portonera</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>

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		<description><![CDATA[La RAI è stata, per molto tempo, il cuore culturale di questo Paese: e quando parlo di cultura, la intendo nel senso più ampio del termine; fare cultura – in questo caso – significa principalmente operare un servizio pubblico di qualità; operare un servizio pubblico di qualità significa rendere un servizio utile alla crescita sociale del Paese. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<iframe src="http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http://sicilia.estremocentro.net/2012/03/21/ma-la-rai-e-ancora-davvero-servizio-pubblico/&amp;layout=standard&amp;show_faces=1&amp;width=450&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;font=verdana" scrolling="no" frameborder="0" style="border:none; overflow:hidden; width:450px; height:25px"></iframe><p style="text-align: justify;"><a href="http://sicilia.estremocentro.net/files/2012/03/rai-servizio-pubblico.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1506" title="rai-servizio-pubblico" src="http://sicilia.estremocentro.net/files/2012/03/rai-servizio-pubblico-300x151.jpg" alt="" width="240" height="121" /></a>La RAI è stata, per molto tempo, il cuore culturale di questo Paese: e quando parlo di cultura, la intendo nel senso più ampio del termine; fare cultura – in questo caso – significa principalmente operare un servizio pubblico di qualità; operare un servizio pubblico di qualità significa rendere un servizio utile alla crescita sociale del Paese. La RAI è stata, per molto tempo, il media fondamentale per tante famiglie italiane (notate: non la Tv, la RAI stessa), ha veicolato messaggi politici, informazioni, cronache puntuali, ha aiutato a formare – attraverso questo processo – generazioni di cittadini consapevoli. La RAI è stata tutto questo, e molto di più: rendendo un servizio pubblico, quindi, al pari di quelli forniti dagli ospedali o dalla scuole, era accettabile che i cittadini le pagassero un canone (o una tassa, se proprio vogliamo dirla tutta).<span id="more-1505"></span></p>
<p style="text-align: justify;"> Purtroppo, però, oggi la RAI non è più quella che è stata per lungo tempo. La RAI motore culturale del Paese è morta e sepolta da tempo ormai e quasi non se ne sente più nostalgia, se non nelle <em>laudationes funebres</em> di alcuni, vecchi dirigenti e autori tv. La RAI di oggi, che ha sfidato le proprie concorrenti televisive, a partire dalla Mediaset, sul terreno dello share e non della qualità (perdendo, di fatto, a priori), non è che il peggior surrogato della RAI di un tempo: manca di una governance autorevole e stimata, ha un consiglio di amministrazione votato con una legge sbagliata e lottizzante, riesce a collezionare gaffe e cattive figure perfino durante l’organizzazione e lo svolgimento del Festival di Sanremo (un tempo la prova di forza più grande del servizio pubblico), registra il più alto tasso di evasione del canone mai avutosi (e anziché interrogarsi sul perché questo avvenga, manda in tv uno spot in cui si sostiene che pagare il canone è un obbligo punto e basta, chi se ne frega di quello che vi offriamo), si contraddice continuamente e repentinamente (a partire dalla storiaccia del supercanone speciale su TV e iPad).<br />
La domanda che mi faccio (e che si fanno in molti) è: se la RAI non è più un servizio pubblico (alzi la mano chi la pensa diversamente), perché devo pagarle un canone annuo, che è ormai niente più che un’altra, inutile tassa? Certo, a dire il vero ci sarebbero altre due domande, importanti da porsi, prima di qualsiasi altra. La prima: perché la RAI non è più un servizio pubblico? La seconda: cosa possiamo fare perché torni ad esserlo?<br />
Noi una nostra personale risposta l’abbiamo elaborata: serve il commissariamento della RAI, in tempi rapidi, la modifica della legge Gasparri e la costituzione di un CDA di indipendenti e tecnici, non espressione della politica. Serve ridare alla RAI una governance degna di questo nome: perché pagare il canone torni ad essere il giusto contraccambio per l’erogazione di un servizio pubblico e non un’odiosa tassa da evadere.</p>
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