Futuro e innovazione
26 gennaio 2012 | Di: Marika Li Causi
“La polis vive di innovazioni, tali innovazioni partono dai soggetti singoli: se la polis è un corpo naturale, questo corpo vive dello scorrimento di umori per cui, a certe condizioni, se i cittadini vivono bene e l’organizzazione della politeia, della costituzione, produce risultati positivi, i comportamenti e le azioni dei cittadini si rivolgeranno alla conservazione. Ma se la polis è presa dal malessere, se i soggetti non stanno bene, intervengono allora innovazioni che possono addirittura arrecare elementi di patologia. In questo ultimo caso avviene la stasis, il blocco delle regolari funzioni politiche della polis”. Questo è quanto Aristotele prescrive per il raggiungimento del benessere della polis, della città. Innovazioni dunque, abbiamo bisogno di innovazioni.
Le agognate dimissioni del sindaco di Palermo ,Cammarata ,conosciuto per le sue frequenti apparizioni al tennis club 2, sembrano aprire uno squarcio di luce per l’uscita da questo momento di stasis in cui versa il capoluogo e sorgono le attese per un futuro amministrativo prospero, aperto alle innovazioni. “Speme ultima dea” Foscolo docet.
Palermo oggi,nave senza nocchiere in gran tempesta, si ritrova con un bilancio in dissesto finanziario, e un’ulteriore prova dell’incapacità politica di questi anni è dimostrata dalle recenti “rivoluzioni” del “movimento dei forconi” che hanno infierito su una città economicamente traboccante ed abbandonata a se stessa già da prima che il capitano abbandonasse la sua nave.
Tuttavia l’indole di certo non arrendevole di noi siciliani ci porta a nutrire una speranza per le elezioni amministrative di maggio. Quali le caratteristiche da ricercare per eleggere colui che dovrà far riemergere il nostro capoluogo dalla crisi ormai onnipresente? Prima ed essenziale richiesta: votare consapevolmente, la prima scelta fondamentale per l’evoluzione del benessere della città parte da noi. Siamo noi i costruttori del nostro destino. Homo faber fortunae suae. E’ facile destinare insulti verso coloro che governano quando l’autorizzazione a procedere verso la demolizione della città è partita proprio da noi cittadini votanti. Affidiamo i nostri bisogni, i nostri ideali, le nostre necessità, le nostre speranze nelle mani di un leader capace, un leader che permetta un equilibrio tra i bisogni individuali e quelli di gruppo senza sminuire mai nessuno dei due. Un leader non solo erudito ma che sia anche flessibile, pragmatico, motivante, onesto.
Alcuni giovani sconcertati da qualche cattivo esempio contemporaneo perdono fiducia nelle capacità della politica di rispondere ai bisogni dei cittadini e rinunciano alla pratica delle tà politikà che, etimologicamente, sono ‘gli affari che riguardano la città”. Facendo ciò chi non bada alla politica rinuncia alla salvaguardia del proprio futuro affidando con disinteresse i propri interessi nelle mani di chi non aspetta altro che disinformazione da parte del corpo elettorale per potersi avvalere del prestigio che comporta il possesso di cariche istituzionali. L’uomo è un animale politico scrisse Aristotele, facciamo ricorso agli exempla virtutis tratti dall’antichità classica per far nascere in noi giovani contemporanei un sentimento di revanscismo, di rivincita, che porti alla luce le nostre ideologie dando così dissenso alle critiche che vedono i giovani come spettatori assenti di questo dramma politico odierno siciliano.
Trepidante per il ritorno alle urne fiduciosa in un ritorno all’età aurea, ripongo le mie speranze nel buon senso dei giovani cittadini e dei cittadini tutti nella scelta dei propri rappresentanti.
La responsabile provinciale del dipartimento pari opportunità giovani udc Palermo Marika Li Causi
In: Politica
