“Senectus ipsa morbus est”
11 gennaio 2012 | Di: Salvatore Grisanti
“La vecchiaia è per sé stessa una malattia”,scriveva il poeta latino Terenzio,una malattia insanabile(enim insanabilis morbus est) aggiunge Seneca.
Infatti se per una malattia può esserci una cura,se da una malattia si può guarire,tutto ciò non può dirsi per la vecchiaia:è un decadere inesorabile.
Questo è quanto i romani scrivevano a proposito di malanni fisici e limitazioni derivanti dalla vecchiaia.
Un concetto ,si,strettamente legato alla vita umana ma che senza limitazione alcuna può essere applicato ad ogni cosa che possa subire l’effetto degli anni,sia esso legato ad una manifestazione fisica,sia essa legato ad una “manifestazione intellettuale”.
E perché no,applicabile anche a valori,simboli,credenze.
Ma se per la vita umana ben poco possa essere fatto per lenire il logorio del tempo,molto di più può essere fatto per quanto riguarda tutto il resto.
Un “lavoro” di mantenimento e rinnovamento continuo che più che sul livello fisico dovrebbe concentrare ogni sforzo verso una dimensione più personale,più culturale,concettuale insomma.
Una semplice divulgazione,il sentir proprio,il sentirsi in dovere di … ha di gran lunga un effetto maggiore di un semplice lifting.
Simboli,valori,credenze che più che mai,nell’anno del 150° della nostra amata repubblica italiana avrebbero bisogno di una meticolosa opera di restauro,per riprestarne l’ESSENZA che per effetto degli anni e non solo,rischia di essere lesa irrimediabilmente.
Ed allora come non fare riferimento(a riguardo)al Tricolore di cui ieri abbiamo festeggiato il 215°anniversario[Il tricolore italiano quale bandiera nazionale nasce a Reggio Emilia il 7 gennaio 1797, quando il Parlamento della Repubblica Cispadana, su proposta del deputato Giuseppe Compagnoni, decreta "che si renda universale lo Stendardo o Bandiera Cispadana di Tre Colori Verde, Bianco, e Rosso, e che questi tre Colori si usino anche nella Coccarda Cispadana, la quale debba portarsi da tutti". Ma perché proprio questi tre colori? Nell'Italia del 1796, attraversata dalle vittoriose armate napoleoniche, le numerose repubbliche di ispirazione giacobina che avevano soppiantato gli antichi Stati assoluti adottarono quasi tutte, con varianti di colore, bandiere caratterizzate da tre fasce di uguali dimensioni, chiaramente ispirate al modello francese del 1790.]
Emblema di lotte,vittorie e sconfitte, da sempre “luogo” di unione e simbolo di appartenenza più di ogni altro rischia di ammalarsi di vecchiaia.
Un lento degrado,una lenta ma costante opera di svilimento,che potrebbe finire per intaccare irrimediabilmente il suo indiscusso valore,suggellato per altro dalla costituzione repubblicana.
Orgoglio e appartenenza che da sempre hanno trovato “posto” nel cuore degli italiani,che da sono stati(come lo è per tutti i popoli)rappresentati dal tricolore,rischiano di cadere sotto i colpi di chi all’ ”amor patrio” vuol sostituire sentimenti di divisione e individualismo,di chi riproponendo un nuovo risorgimento vuol cancellare oltre cento anni di storia.
Sotto i colpi del maltempo non sta crollando solo Pompei.
Insieme alla Domus Gladiatori rischia il crollo la “Domus Italica”,che sebbene più giovane della “sorella” partenope ,sembra ancor più segnata dall’indifferenza e dell’ignoranza.
Un insieme di stati d’animo e comportamenti misti ad incuria,che rischiano di aggravarne l’invecchiamento,che rischiano di contribuire profondamente alla malattia.
Sta diventando troppo facile in Italia morire in solitudine;sta diventando troppo facile in Italia morire nell’indifferenza più assoluta.
Più che la malattia uccide l’indifferenza.
Ma come si siamo ridotti in questo stato di apatia….
“Il gesto di appendere la bandiera ai balconi,alle finestre,ci invita nei nostri comportamenti a cercare sempre di essere all’altezza del tricolore”
Queste le parole del presidente Monti in occasione delle celebrazioni.
Ognuno di noi dovrebbe cercare di essere all’altezza del tricolore,senza mai prescindere da questo e da tutti gli altri “simboli” dell’essere italiano.
DEVONO ESSERE CUSTODITI CON ORGOGLIO
“Sono la terra, i monti, i mari, il cielo e tutte le bellezze della natura che ti circondano,l’aria che respiri,il sangue di chi é caduto nell’adempimento di un dovere o nel raggiungimento di un ideale, per permetterti di vivere libero,la zolla che ricopre i tuoi Morti,la Fede, l’amore, il vibrante entusiasmo dei tuoi avi,la fatica, l’affanno, la gioia di chi studia e di chi produce con la mente e col braccio,il dolore, il sudore e la struggente nostalgia degli emigranti,la tua famiglia, la tua casa e i tuoi affetti più cari,la speranza, la vita dei tuoi figli.
Sono la Tua Bandiera, L’Italia, la Tua Patria.
Ricordati di me, onorami, rispettami e difendimi.
Ricordati che al di sopra di ogni ideologia mi avrai
sempre unico simbolo di concordia e di fratellanzatra gli Italiani.
Ricordati che finché apparirò libera nelle tue strade,Tu sarai libero.
Fammi sventolare alle tue finestre, mostra a tuttiche Tu sei Italiano.”
In: Cultura e Storia

