2012 election year
3 gennaio 2012 | Di: Adriano Frinchi
Il 2012 non sarà l’anno della fine del mondo, ma sicuramente del cambiamento. Non si tratta del solito pastone new age sull’età dell’acquario ma di una più semplice e forse banale considerazione su una curiosa coincidenza: nel 2012 molti paesi del mondo saranno chiamati alle urne. Probabilmente nel 2012 il mondo non sarà più lo stesso. A gennaio saranno chiamati al voto i cittadini di Taiwan e completeranno le operazioni di voto gli egiziani dopo la fine dell’era Mubarak. Febbraio sarà il mese del voto per il Senegal che vede tra i candidati alla carica di presidente il popolare cantante Yossou N’Dour. A marzo saranno i russi ad andare al voto per scegliere sostanzialmente se rimandare Vladimir Putin al Cremlino, un ritorno che sembra ostacolato dalle proteste tenutesi all’indomani delle elezioni legislative di dicembre che hanno segnato una forte battuta d’arresto per il Partito di Putin e Medvedev. Sempre a marzo ci saranno le elezioni legislative in Iran, anche se sembra un po’ esagerato parlare di elezioni quando in realtà si è davanti ad una faida interna all’elite teocratica che governa il paese. L’unica buona notizia è che dopo due mandati Ahmadinejad non potrà ricandidarsi. Il 22 aprile ci sarà il primo turno delle elezioni presidenziali francesi e il presidente uscente Nicolas Sarkozy dovrà vedersela con il candidato socialista Francois Hollande, una sfida tra il marito di Carlà e l’ex marito di Segolene secondo i maligni. Sembrano invece slittare ad aprile, subito dopo la Pasqua ortodossa, le elezioni greche. La Grecia con il governo del tecnico Papademos sta tentando faticosamente di evitare il fallimento e lo slittamento della battaglia elettorale è probabilmente determinato dalla necessità del governo di Atene di attuare tutte le riforme necessarie . Anche l’estate sarà elettorale e ad andare alle urne nel mese di luglio sarà il gigante indiano, l’autunno poi poterà le finte elezioni presidenziali venezuelane con Chavez che dopo il cancro tenterà di vincere la sfida della longevità politica. Ma le elezioni più attese sono sicuramente quelle americane. Martedì 6 novembre negli Usa si deciderà se rinnovare la fiducia a Barak Obama o puntare su un nuovo e inedito cavallo repubblicano. Resta però da capire chi sarà il levriero repubblicano: le primarie dell’elefantino sono già cominciate in questi giorni nell’Iowa ma l’incertezza su chi sarà l’anti-Obama è assoluta. Tante sfide elettorali comprese anche quelle per alcune amministrazioni locali italiane interesseranno il pianeta in questo 2012, ma ciò che conta è che anche in questo nuovo anno che ci viene mandato su questa Terra ci sarà la straordinaria possibilità di cambiare le sorti delle nostre contrade, dei nostri paesi e perfino del mondo e della storia imbucando nell’urna una scheda elettorale. Un semplice gesto per un uomo ma un grande gesto per l’umanità.
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