Giovani e crescita al centro (ma anche al Sud)
10 dicembre 2011 | Di: Giuseppe Scialabba
Anch’io, come Giampaolo Galli, sono rimasto attonito quando ho scoperto che lo sconto Irap per le imprese che assumano donne e giovani under 35 non verrà concesso solamente per le nuove assunzioni, bensì anche per i contratti già stipulati. Si tratta di una misura fondamentale per la crescita del nostro Paese, in quanto potrebbe consentire un ricambio generazionale sul piano lavorativo che è particolarmente necessario in questo momento di crisi in cui i giovani non riescono a trovare il loro spazio nella società. Gli ultimi dati Istat mostrano ancora una situazione allarmante: il tasso di disoccupazione giovanile si attesta infatti al 29,2% (mese di ottobre), in diminuzione di soli 0,1 punti percentuali rispetto a settembre; al Sud resta invariata la statistica per la quale due giovani su tre non riescono a inserirsi nel mercato del lavoro. La misura promossa dal Governo Monti in questo senso è fortemente risanatrice, sia per la disoccupazione giovanile sia – era ora! – per la stessa nel meridione d’Italia: viene infatti concesso un bonus Irap pari a 10.600 euro che viene incrementato a 15.200 se le condizioni necessarie venissero poste in essere al Sud.
Altra misura fondamentale per l’inserimento dei giovani nel mondo del lavoro è il passaggio, per le pensioni, al sistema contributivo: oltre a rendere più equo il sistema pensionistico, anche in questo caso le future nuove generazioni e, perché no?, anche le presenti, potranno ricavarne non pochi benefici.
Ancora più attonito sono rimasto quando ho letto degli ultimi investimenti programmati dal Cipe (Comitato interministeriale programmazione economica): le disposizioni prevedono un finanziamento per 123,3 milioni di euro da destinare al Sud per piccole opere. Finalmente al Sud va un intervento ordinario, non straordinario come è sempre avvenuto. Finalmente il Sud può pretendere gli stessi diritti del resto d’Italia. Con il nuovo Governo è finita anche la favola del federalismo fiscale promosso dalla Lega, che favoriva il Nord a danno del Sud: soppresso il Ministero delle riforme per il federalismo, è arrivato quello della coesione territoriale, che Calderoli ha definito “uno schiaffo alla Padania”.
Tornando al dl “Salva-Italia”, il Governo Monti ha mantenuto le sue promesse. Rigore coniugato con crescita ed equità. Vorrei soffermarmi solamente sulla crescita, visto lo scetticismo di molti in questo senso. È stato infatti rafforzato il fondo di garanzia per le imprese, con 20 miliardi di credito; è stato ricostituito l’Istituto per il commercio estero; sono stati previsti degli incentivi per chi decidesse di reinvestire gli utili provenienti dalle proprie aziende, anziché intascarli.
Insomma, Monti ha rispettato i patti presi con gli italiani. Finalmente una politica che guarda “alle prossime generazioni”, alla crescita e al Mezzogiorno d’Italia, tanto dimenticato dai precedenti governi.
Finalmente, i giovani e la crescita sono di nuovo al centro (ma anche al Sud).
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