Nessuno è al sicuro
12 novembre 2011 | Di: Umberto Velletri
Come si può, ancora nel 2011, morire in un androne di uno stabile in una città italiana?
È da qualche giorno che mi balena in mente questa domanda, ed ancora non so darmi una risposta.
In pochi minuti due torrenti, ritenuti innocui, hanno flagellato un’intera città, mettendo in ginocchio migliaia di famiglie, che dopo parecchi anni di fatica e di sudore, hanno riposto nelle loro botteghe, nei loro negozi, le speranze per l’avvenire loro e dei propri figli.
Tutti noi, che non ci siamo imbattuti in questa sciagura, ci dovremmo ritenere fortunati, ma non per questo sicuri.
Infatti, nella mia splendida Palermo, oltre al rinomato fiume Oreto, scorrono due torrenti, il Papireto ed il Kemonia.
Voi vi chiedere: Ma dove si trovano?
Domanda semplice ma abbastanza intelligente. Questi due torrenti scorrono sotto le nostre strade dato che sono stati ricoperti da colate di cemento, e tutt’ora potrebbero essere la causa di un eventuale allagamento della città. Il primo sfocia autonomamente in mare, mentre il secondo, chiamato dai normanni “Fiume del Maltempo”, a causa dei frequenti straripamenti ed inondazioni è stato interrato per mezzo di un condotto sotterraneo e deviato verso il fiume Oreto.
Da parecchi anni, i due torrenti, allagano, in periodi abbastanza piovosi, gli scantinati del nostro “centro storico”, rilevandosi un pericolo.
Un’accoppiata, quella tra insediamenti urbani e corsi d’acqua, che da secoli significa prosperità, ma solo se vengono rispettate delle precise condizioni. Infatti i fiumi, per non fare danni ingenti, devono avere la possibilità di respirare, e ciò potrebbe avvenire solo se le nostre istituzioni si interessassero di più alla salvaguardia del nostro ambiente.
Come fare tutto ciò? Bisognerebbe incentrare maggiori fondi, e non soltanto false promesse.
Per la bonifica del Fereggiano servivano, a detta del Sindaco di Genova, circa 300 milioni di euro, somma che il governo ha destinato nell’ultima finanziaria a tutto il territorio italiano.
Il nostro territorio ha bisogno, dopo parecchi decenni di usurpazione, di una completa ristrutturazione, ma ciò deve avvenire al più presto, prima di un nuovo Fereggiano.
In: Ambiente

1 Response to Nessuno è al sicuro
Giuseppe
14 novembre 2011 alle 22:19
Buon pezzo.Analitico , niente che si possa negare o contestare senza riserva. Sono calamità che sono causate da eventi imrpevedibili..ma di certo l’uomo fa sentire la sua mano, e non è di certo un qualcosa di positivo.
Obiettivo?Proprio stile in qualunque argomento