Ha ragione Casini, Tremonti è da ricoverare. Urgentemente.

11 agosto 2011 | Di: Giuseppe Portonera

Diciamocelo chiaramente: a me Giulio Tremonti, Ministro dell’Economia (per fortuna, solo pro-tempore) della Repubblica italiana, non è mai piaciuto. Non sono mai stato tra quelli che l’hanno considerato come una sicurezza di fronte alla crisi economica che aveva piegato molti stati mondiali; non sono mai stato tra quelli convinti che Tremonti fosse un possibile futuro leader del futuro (se mai ci sarà) centrodestra;  sono stato, in compenso, sempre tra quelli che non hanno mai creduto che un colbertista (con venature del peggior socialismo craxiano) come lui potesse incarnare la disattesa ma necessaria Rivoluzione Liberale; sono stato, più di un anno fa, tra quelli che sostenevano che il super Ministro fosse il più grande pericolo per il Premier Berlusconi (cosa fa il senso di pietà e compassione).
Eppure, pur così prevenuto, oggi mi sono messo di buona voglia ad ascoltare l’intervento di Giulio Tremonti davanti alle Commissioni riunite, perché – vuoi o non vuoi – il timoniere in questo mare in tempesta è sempre lui. E, credetemi, quello che ho sentito è stato assurdo. L’intervento del Ministro ha superato ogni mia previsione: altro che fumoso, altro che inconcludente. SuperGiulio è intervenuto di fronte ad altri 150 parlamentari, spinto come al solito dalla sua boria e dal suo ego, pensando di trattarli come scolaretti al primo giorno di scuola: l’assenza di provvedimenti seri e fattibili è stata sconcertante. Se da un lato, infatti, il Ministro ha raccolto alcuni nostri suggerimenti (in primis la riforma dell’art. 81 della Costituzione, con l’inserimento del vincolo di pareggio obbligatorio), dall’altra ha elencato una tale serie di demagogiche idee, da restare sconcertati (prima su tutte, l’idea di accorpare festività e domeniche: al Ministro ricordo che i calendari li hanno sempre riscritti i fautori delle rivoluzione assolutistiche). Gli unici risultati “concreti” ottenuti dall’intervento di oggi (oltre alla canonica scomunica delle opposizioni) sono stati la sconfessione pubblica e in real time del leader leghista Umberto Bossi e l’annuncio della nascita di una fronda interna al Pdl: complimenti per davvero, nemmeno Berlusconi era mai riuscito in tanto.
Per fortuna, però, c’è stato chi in quell’aula è riuscito appieno ad esprimere il nostro sconcerto e ha riempire la fumosità dell’incontro con dei contenuti. C’è stato Pier Ferdinando Casini, che – non la prendete come una sviolinata o una serenata – è riuscito ancora una volta, dopo la spettacolare performance alla Camera della settimana scorsa, a svettare sopra tutti e a riproporsi come leader credibile e veramente responsabile (e come al solito, non lo diciamo noi faziosi, ma tutta la Rete italiana). E la serie di provvedimenti e riforme che ha elencato (e che i giornali hanno già ribattezzato Agenda Casini), poi, è stata davvero ottima. Eppure oggi, a me, il nostro Presidente è piaciuto per un altro fatto: per come, cioè, ha risposto all’ennesima controreplica del ministro: «Tremonti è scemo! Da ricoverare». Realmente perfetto. Fossi stato io, avrei aggiunto un avverbio fondamentale: urgentemente. Perché non si può pensare di continuare ad affidare la nostra politica economica a uno così.

GIUSEPPE PORTONERA

In: Economia, Politica

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