RIFLESSIONI DELLA MATTINA DI NATALE…
25 dicembre 2010 | Di: Davide Maria De Filippi
Stamani appena levatomi dalle braccia di Morfeo, in orario molto primo, il mio principale pensiero fu quello di dirigermi verso il mio portatile per iniziare il tradizionale, da me molto amato, rito degli auguri che ormai ovviamente i nuovi mezzi di comunicazione hanno anche trasformato (ed ovviamente reso anche più agevole) rispetto al tempo delle telefonate e degli incontri frontali, che comunque io ancora cerco di prediligere; vidi che non c’era copertura telematica e quasi che mi indisposi del fatto che la mia “tabella di marcia” dovesse essere rallentata; ad un certo momento, però, capì che avevo scordato di fare una cosa fondamentale e mi crucciai molto di ciò; Non avevo rivolto ,oggi giorno di Santo Natale, il mio primo pensiero al vero senso della festa, cioè al bambinello Gesù e mi diressi, quindi, lì dove mia madre aveva sistemato la tradizionale mangiatoia ed accarezzai la statuina di quel piccolo bambino in fasce. In quel momento, in solitaria visto l’orario ancora quasi notturno oserei dire, guardando la sacra natività per un attimo un pensiero mi sfiorò la mente; Quella scena riprodotta che io guardavo in silenzio è la vera chiave esegetica della nostra ideologia politica, tutta la dottrina dell’Unione di Centro inizia non con le idee dei vari pensatori ma con una scena familiare, con una famiglia che in mezzo a tante difficoltà, comunque, vive una gioia forte per l’arrivo di un nuovo membro che cementifica ancora di più i membri di questa e li rende più legati l’uno all’altro. Oggi più che mai questo pensiero andrebbe ricordato. Non voglio parlare in queste mie confessioni natalizie né di quoziente familiare, né dei “nuovi modelli familiari”, né di quant’altro di tecnico ci sia ma voglio parlare di una cosa ancora più importante, di un valore che va oltre il tutto, di un valore che penso e credo sia la vera chiave di volta della nostra storia. I cari estinti avi romani credo siano i più meritevoli ad essere citati in causa a questo punto giacchè loro per primi elaborarono il concetto di famiglia ed indicarono addirittura i valori che dovevano presiedere all’interno di questo istituto ed uno in particolare primeggiava quale quello che oggi chiameremmo “solidarietà” e che loro intendevano come “slancio di soccorso verso il membro della propria famiglia che si trovava in stato di bisogno”. Si dice che siamo i diretti discendenti di un impero che alcuni studiosi declinano come l’unione di più famiglie, addirittura come una grande famiglia che racchiudeva al suo interno tutte le altre come sue molecole costitutive. Oggi addirittura i principi fondamentali della nostra Carta Costituzionale parlano di solidarietà ma tralasciano di affermare che quel valore deve essere inculcato dall’unità organizzativa base della nostra società, quale la famiglia. Se dovessi ,quindi, rispondere al quesito su cosa per il mio paese vorrei trovare sotto l’albero dei doni direi senza tardare troppo proprio questo; Non voglio manovre finanziarie favorevoli, non voglio benefici materiali di alcun genere ma solo la ripresa del connubio inscindibile tra famiglia e solidarietà. Ritorniamo ad insegnarla ai nostri figli ed andiamo oltre il concetto romano di solidarietà rendendola quindi sia agnatizia che cognatizia. Oggi per la ciclicità della storia il degrado della nostra attuale società ha le medesime cause che si ebbero in epoca romana, cioè la crisi dei valori e la crisi della famiglia di qualunque genere essa sia ed in qualunque modo sia composta. Ormai quel legame indissolubile tra famiglia e solidarietà sta venendo meno sia nei rapporti interni all’istituto che, di conseguenza, anche in quelli esterni. Ricominciamo noi stessi a credere in questo valore, trasmettiamolo a chi verrà dopo di noi e forse un po’ riusciremo a cambiare il mondo in cui viviamo perché una famiglia basata sul valore della solidarietà crea uno stato basato sul valore della solidarietà e di conseguenza un mondo basato sulla solidarietà. Adesso vi lascio miei cari lettori, sento i rumori del risveglio provenire dalla stanza dei miei genitori vado a rientrare anche io nella famiglia da cui provengo ed a scambiarmi gli auguri con loro. Buon Natale a tutti miei cari lettori e se posso osare un consiglio dopo avere letto queste mie parole, in qualunque momento lo facciate, lasciate per un attimo il vostro pc ed andate anche voi dai vostri genitori basta poco per iniziare a ricostruire il nostro mondo.
In: Società

