Casini e la solitudine dei numeri primi
13 settembre 2010 | Di: Adriano Frinchi

“I numeri primi sono divisibili soltanto per 1 e per se stessi. Se ne stanno al loro posto nell’infinita serie dei numeri naturali, schiacciati come tutti fra due, ma un passo in là rispetto agli altri”. Così scrive Paolo Giordano nel suo romanzo “La solitudine dei numeri primi” che in questi giorni arriva anche nelle sale cinematografiche grazie all’opera di Saverio Costanzo, e queste parole del giovane autore, per uno strano volo pindarico della mente, possono essere applicate al leader dell’Udc Pier Ferdinando Casini. Il suo intervento conclusivo alla festa di Chianciano è stato compresso dai media tra i numerosi interventi politici di questa domenica settembrina di feste di partito, ma pur essendo “schiacciato” tra Berlusconi, Bossi e Bersani l’ex Presidente della Camera è sembrato, per dirla appunto con Giordano, “un passo in là rispetto agli altri”. Mentre un Berlusconi scolorito (politicamente si capisce… il cerone è sempre ottimo) giocava con i giovani del ministro Meloni al gioco della torre e a raccontare barzellette che non facevano ridere, a Chianciano Casini chiedeva responsabilità, onesta e coerenza politica al Premier; mentre a Venezia il Senatur decideva di sciacquare con pura acqua del Po il figlio “Trota” e i fedelissimi, nel famoso centro termale della provincia di Siena il leader dell’Udc chiedeva una maggiore attenzione per il Sud e un impegno maggiore per la legalità; mentre a Torino Bersani si rimboccava le maniche per mettere ordine nel Pd e trarre dal baule dei ricordi l’Ulivo, alla festa dell’Udc Casini parlava di una nuova forza politica capace di interpretare il cambiamento e il disagio dei tanti italiani delusi dalla politica. Pier Ferdinando Casini ha avuto il merito di non impantanarsi nelle inutili alchimie politiche nel suo discorso conclusivo della festa dei centristi, al contrario ha detto parole chiare sulla odierna situazione politica e, cosa più importante, ha aperto un cantiere per costruire qualcosa di nuovo, un progetto per il cambiamento. Il merito di Casini sostanzialmente è quello di continuare su quella strada coraggiosa ancorchè ripida imboccata nel 2008 e di guardare con fiducia e ambizione al futuro. Sa bene Casini che ogni passo indietro rispetto alle scelte coraggiose degli ultimi anni metterebbe la parola fine alle aspirazioni dei moderati italiani, sa bene che il futuro del Paese e dei moderati non si può barattare per il solito misero piatto di lenticchie. Le parole di Casini hanno qualcosa di diverso rispetto alle parole di Berlusconi, Bossi e Bersani perché sanno di futuro, in quelle parole fiere e schiette c’è la voglia di imbarcarsi in una avventura politica nuova che superi gli schemi e le incertezze e di lavorare con quanti hanno veramente a cuore il futuro dell’Italia seguendo quell’antico adagio che dice di non chiedere al viandante da dove viene ma piuttosto dove va. Eppure posizioni come quelle di Casini rischiano sempre di apparire un po’ solitarie salvo poi rivelarsi delle profezie realizzate, ma questa forse è la famosa solitudine dei numeri primi, forse è il prezzo da pagare per chi in politica vuole essere libero e coraggioso. Il prezzo della libertà e del coraggio è alto ma è pur vero che è ampio il credito che gli italiani concedono a chi è capace di parlare di futuro e di cambiamento del Paese.
Adriano Frinchi
In: Politica

8 Responses to Casini e la solitudine dei numeri primi
Paul
13 settembre 2010 alle 18:22
Sono un volontario del nord, sarei curioso di conoscere la posizione dei volontari siciliani riguardo le dichiarazioni odierne di Mannino, Romano, Cuffaro in netta contrapposizione a quelle di Casini. Sarei interessato anche a conoscere le reali posizioni di questi espoenenti riguardo la possibilità di entrare nel “gruppo di responsabilità” invocato da berlusconi (che di fatto sarebbe una toppa a questo governo sgangherato) che equivarrebbe a tradire il mandato espresso dagli elettori UDC. Grazie.
gaspare
13 settembre 2010 alle 20:14
Paul, non so mannino e cuffaro, ma non mi sembra che vi sia questa contrapposizione.
Non so cosa abbiano riportato i giornali, io ero a chianciano… e romano è stato chiaro per quanto riguardava cambi di bandiera.
Saverio Romano ha detto: sulla mia tomba l’epitaffio sarà “nessuno gli ha fatto cambiare bandiera”.
Scusa, ma più chiaro di così, non so cosa ci possa essere.
E mi sembra anche in linea con quanto detto da casini a proposito di toppe a questo governo.
barsanufio
13 settembre 2010 alle 20:28
Sinceramente spero siano solo turbolenze dettate dall’attuale situazione di stallo. La dialettica in un partito democratico è fondamentale ma penso anche che allo stato delle cose non ci siano le condizioni per tornare ad una alleanza con Berlusconi. Il mandato conferito dagli elettori all’Udc è assolutamente molto chiaro, sta ai deputati eletti rispettarlo.
Paul
14 settembre 2010 alle 11:59
La netta contrapposizione sta sul fatto che Berlusconi debba dimettersi.
Non so se Romano abbia confuso quello che diceva Casini o abbia fatto finta di fraintendere perchè non aspetta altro di trovare un pretesto per lasciarlo, ma la posizione dell’UDC e di Casini era che “il governo non deve cadere” e non “il governo può esserci solo con Berlusconi”. Se Berlusconi lasciasse verrebbe cercata un’altra maggioranza e verrebbe dato l’incarico ad un’altro oppure si ritornerebbe alle urne, ma non prima di primavera.
Inoltre mi pare che la contrapposizione sia molto chiara: Romano rigetta la possibilità di creare qualcosa con Fini.(cito:”non vedo
perche’ dobbiamo finire in un contenitore con Fini, che su tanti temi – ha
concluso – non la pensa come noi”)
Non vedo allora come si voglia creare un terzo polo, se non si vuole nemmeno considerare di discutere sui temi etici(perchè di questo stiamo parlando). Quasi nessun partito grande ha una posizione uniforme al suo interno. Se poi invece vogliamo restare al 6% scarso…beh allora è vero che queste persone fanno politica solo per le poltrone.
Inoltre Romano cerca una convergenza e credo che muore dalla voglia che UDC entri in maggioranza al fianco di Berlusconi.
Sono dell’idea che da queste persone, Cuffaro, sia meglio perderle che trovarle…
gaspare
14 settembre 2010 alle 13:41
Paul, scusa, ma quando Casini parla di governo tecnico con Berlusconi, mi sembra evidente quell oche dice. Il discorso risale all’inizio dell’estate.
Sul discorso con Fini. Scusa, ma di che temi etici parliamo? Fini parla di un possibile riconoscimento del matrimonio omosessuale. Casini Mercoledi pomeriggio a chianciano dice che non se ne parla nemmeno. Ora io ti chiedo: su quali altri temi vuoi parlare??? Intendiamoci, io sarei per il matirmonio tra omosessuali, ma se casini dice di no categoricamente, dopo non può parlare di allearsi con fini o con chissà chi.
Intendiamoci, se diciamo che ci va bene qualsiqsi cosa, purchè berLOSCO cada, allora è un altro discorso e potrei pure essere d’accordo con te, ma non possiamo socrdare le polemiche che hanno accompagnato la scelta dell’UDC di andare in Piemonte con la Bresso. POlemiche alimentate all’interno dello stesso partito perchè la bresso aveva tesi più concilianti su aborto e matrimonio omosessuale.
Se vogliamo parlare di terzo polo, facciamolo, ma dobbiamo avere chiara una cosa, se dobbiamo allearci con chiunque è un discorso, sennò noi dobbiamo tenerci saldi sulle nostre idee e puntare agli astenuti, non a fare una sommatoria con gli altri partiti.
Su quel che tu credi su Romano, non dico nulla..io la penso diversamente da te, ma qui siamo sul terreno delle opinioni personali. la mia è che romano non vuole andare con berlusconi o ci sarebbe già andato… semplicemente vuole andare da solo.
Paul
14 settembre 2010 alle 14:48
Intanto noto che ti sei reso conto della contrapposizione che c’è, del resto lo dice Romano non io (cito:”Sono un recidivo, l’unica voce fuori dal coro”).
Sul discorso delle dichirazioni di Casini, ci vuole attenzione, perchè è facile fraintendere: Casini ha parlato di governo “di larghe intese” non di un accordo privilegiato con Berlusconi. Ossia ha aperto alla possibilità di coinvolgere anche il PD, non di entrare in maggiornaza.
Sul fatto che in Sicilia gli elettori UDC considerino il PD come il diavolo (che non mi pare abbia mai governato alla Regione da voi e dimostrato la sua presunta incapacità) mentre il PDL più affidabile(!), non mi metto a discutere…non so cosa pensano i siciliani centristi…
Francamante difronte alla possibilità di contare qualcosa di più del grillo parlante che ogni giono è costretto a dire: “io l’avevo detto” senza che nessuno ascolti, sono anche disposto ad accantonare i temi etici (per inciso: io sono CONTRO i matrimoni gay, ma per altre posizioni sono più vicino a Fini) perchè li ritengo secondari in questa situazione politica e anche perchè penso che, reintroducendo le preferenze, i partiti dovrebbero lasciare libertà di coscienza su questi temi. Del resto Fini nel suo discorso a Mirabello sembrava aver copiato di sana pianta le dichiarazioni dell’UDC di questi 2 anni: quoziente familiare, province, liberalizzazioni locali, strapotere della Lega….quindi se non con Fini con chi altro dovremmo fare questo Partito della Nazione?!?
Io non credo che si riesca a pescare nell’area del non voto: se non lo abbiamo fatto in tutti questi anni (nè al governo nèp all’opposizione, sia di Prodi che di Berl. tra l’altro…) credo sia impossibile.
Ma ammesso che sia fattibile, il problema non sono le idee…quelle ci sono, e sono valide. Sono le persone. Gli elettori sono sfiduciati dai politici. E credo di non sbagliare nel dire che questo è un problema più vostro (del sud) che nostro (del nord): è da voi che c’è la più alta astensione.
gaspare
14 settembre 2010 alle 20:36
non ho mai negato l’esistenza di una dialettica interna… se vuoi puoi anche chiamarla “contrapposzione”… la questione diventa semantica.
Ad esempio io spesso discuto con altri simpatizzanti dell’UDC. Abbiamo idee diverse, ma ci reputiamo tutti dell’UDC.
Il punto non è la discussione in sè, il punto è che poi all’esterno siamo compatti.
E romano in questo è stato chiarissimo sia sabato, che oggi dichiarando che la dialettica interna all’UDC, NON SIGNIFICA CHE VUOLE ABANDONARE L’UDC…TUTT’ALTRO.
Quindi direi che il problema non si pone.
Il PD sta governando la Sicilia, assieme a LOmbardo e credimi, stanno governando male. NOn fanno riforme, e la regione è bloccata. Pensa che 10 miliardi di euro di finanziamenti europei sono tornati alla UE perchè LOmbardo e il PD non hanno presentato in tempo i progetti di spesa.
Hanno sospeso i tre termovalorizzatori decisi da cuffaro… ok… ma non stanno facendo nulla per l’immondizia e tra 6 mesi le vasche di bellolampo saranno piene.
poi infine, tu mi dici che accetti rutelli, Fini..e poi??? AL limite arrivi al 20% così facendo (ma ho dei dubbi), non arriviamo alla soglia per sostituire berlusconi al governo.
Abbiamo bisogno di riprendere gli astenuti.
INoltre scusa, tu dici che su alcuni temi si può sorvolare… benissimo…sorvoliamo pure… ma poi ci finisce come con prodi nel 2006, che erano più le volte in cui la coalizione litigava che le volte in cui governava…
per governare bisogna essere coesi e condividere un programma.
Casini e la solitudine dei numeri primi - La Stella
14 settembre 2010 alle 21:02
[...] e pubblichiamo” di Adriano Frinchi Giovani [...]