Secondo Confindustria ci sono 641 mila giovani italiani fra i 15 e i 24 anni che semplicemente non fanno nulla: non studiano, non lavorano, e nemmeno lo cercano, il lavoro.
in pratica si parla del 10,5 per cento di tutte le persone di quell’età.
La distribuszione geografica, inoltre, è netta, infatti i due terzi circa sono al Sud: 415 mila, ovvero il 16,2 per cento di tutti i giovani meridionali. Quasi tre volte rispetto al Nord.
E che succede se espandiamo la fascia d’età fino ai 29 anni? Che il numero diventa addirittura di 908mila persone.
Ovviamente la colpa è da imputare anche (ma non solo) alla crisi economica, infatti ben 338 mila adulti fra i 25 e i 54 anni sono usciti dalla forza di lavoro, e di questi ben 160 mila donne.
Su questo punto è intervenuto oggi l’on.le Saverio Romano che ha detto: “Il dato e’ preoccupante e deve far riflettere perche’ compito della vera politica e’ quello di offrire soluzioni, di garantire servizi efficienti e di creare le condizioni di sviluppo e le opportunita’ di crescita e di lavoro per i nostri giovani che, in numero sempre maggiore, scelgono di non scegliere, lasciandosi vivere tra precariato, abusivismi, aiuti dei genitori e dei nonni, rifiutando persino di fare la valigia e partire alla ricerca di un futuro possibile. Mi chiedo quale politica per l’occupazione giovanile abbia ideato e promosso in Sicilia il Lombardo-ter e se questo tema sara’ degno dell’eventuale Lombardo-quater.”
Un quesito legittimo sicuramente, ma che ha una risposta semplice: non ci sono state politiche per l’occupazione giovanile da aprte del governo Lombardo. Ma soprattutto non ci sono state politiche per l’occupazione in seneso generale.
Le aziende se ne vanno, come abbiamo già avuto modo di rilevare, e non parlo solo della Fiat di Termini Imerese, ma anche della Edipower, ad esempio, e della Italtel, e del rischio chiusura per le aziende che operano nel settore ittico e così via.
Aziende che se ne vanno e licenziano perchè manca un governo pronto a recepire le loro necessità e ceh poss amettere in campo una politica per l’occupazione.
In: Lavoro

1 Response to L'esercito dei 900.000 "invisibili"
citoyenne
18 agosto 2010 alle 07:06
Buongiorno
Indubbiamente la politica regionale siciliana, in perfetta linea con la politica nazionale, checchè ci vogliano far credere, non dimostra alcun interesse per l’occupazione gioavanile nè, tantomeno, per quella senile, intendendo, per questa, i vari licenziati ultra quarantenni. Si occupa tanto, invece, del voto di scambio: tu dai 100 voti a me, io dò un posto a te… infatti si parla di integrare i precari (precari di chi? per chiarezza vorremmo saperlo!) in qualche ente pubblico, già di per sè ricco di nullafacenti, occupati solo a girarsi i pollici.
Giusta e sacrosanta la denuncia di Saverio Romano, ma quale soluzione propone?
Le denunce sappiamo farle tutti, ma se queste non sono seguite da “ipotesi” di soluzioni, non servono a nulla, sono e restano sterili denunce. Allora io, che sono già al di fuori dall’agone lavorativo perchè pensionata, sollecito, per i miei figli e i miei nipoti, chiunque denuncia a proporre eventuali soluzioni. Una citoyenne