Tirrenia, stop alla vendita o inizio di una SVENDITA? Ma prima pensiamo ai lavoratori
Avevamo già parlato della Tirrenia e della vicenda della privatizzazione facendo rilevare come fossero disastrati conti della compagnia e di come si fosse giunta all’attuale situazione di dissesto finanziario ed economico.
Ma la cessione della compagnia marittima, che sembrava giunta a conclusione, ha riservato nuovi sviluppi: come avevamo detto, solo una società, la Mediterranea Holding, aveva presentato una offerta di acquisto, ma chiedeva alcuni giorni di tempo per studiare la situazione bancaria della Tirrenia. Il governo italiano, 7 giorni dopo la chiusura dei termini per la presentazione delle offerte di acquisto, quando già la Mediterranea Holding stava per firmare l’accordo di acquisto, ha deciso di invalidare la procedura e ritirare la vendita della compagnia italiana, attivando contestualmente la stessa procedura fallimentare usata per Alitalia, ovvero spezzatino della società e vendita seprata delle sue parti. Perchè questa scelta, quando la mediterranea Holding voleva comprare tutta la società? Non si sa. La scelta risulta inspiegabile e ha scatenato le ire di Raffaele Lombardo, che con con l’appoggio del PDL Sicilia e soprattutto dei finiani, è il presidente della Regione Sicilia, prima azionista della Mediterranea Holding.
Raffaele Lombardo ha testualmente dichiarato: “La Mediterranea Holding aveva richiesto alcuni giorni per approfondire il testo contrattuale, soprattutto per quel che concerne la questione del debito di 600-700 milioni di euro che grava sui conti della Tirrenia”. E spiega: “Mediterranea aveva individuato un solo advisor disposto a trattare e era pronta a firmare il contratto. I privati si sarebbero assunti il rischio anche per conto della Regione. A quel punto però il presidente del Consiglio ha firmato l’atto di commissariamento”.
Certo la situazione appare ingarbugliata, perchè invece gli altri soci danno altre versioni, primo fra tutti l’armatore Alexandros Tomasos, proprietario del 30,5% della Mediterranea Holding (invece la Regione Sicilia ha il 37% ed è il primo azionista) che ha affermato: “C’è stata una corsa disperata per avere prima Tirrenia senza accordo con le banche. Forse pensavano che i 520 milioni li avrei pagati io, ma non li ho”. E spiega che dopo aver detto no alla firma dell’accordo con Fintecna, “il fronte dei soci che era compatto si è diviso”. Poi punta il dito contro il presidente Salvatore Lauro “agisce senza l’autorizzazione del consiglio di gestione”. Lauro dal canto suo rilancia: “Per noi niente è perduto abbiamo proposte di gruppi imprenditoriali albanesi, libici, egiziani, tunisini, di fondi interessati ad entrare nella cordata, e un piano di sviluppo del Mediterraneo. Domani si riunirà il Cda per esaminare la proposta di aumento di capitale da 10 a 25 milioni, per vedere chi vuole continuare nell’operazione Tirrenia. Ora ci sarà una svendita e vogliamo partecipare ai saldi”.
La parola saldi fa scattare strani pensieri e ci fa venire alla mente la vicenda Alitalia, che è stata sorporata in due società: una, ovvero la parte buona, affidata ad imprenditori convocati dal governo, l’altra parte, quella con i debiti, affidata ad un commissario. E tutta questa procedura non potrà essere lunga, perche deve chiudersi in fretta.
E qui sta il punto dolente. Entro il 30 settembre, bisogna completare la vendita, altrimenti scattano per il governo di Roma, le sanzioni della UE, ma stranamente, come detto, si decide di sospendere la vendita, chiamare un commissario, attivare la procedura di commissariamento, e poi vendere la società a pezzi, cioè il governo Berlusconi decide, inspiegabilmente, di allungare di molto i tempi, decidendo di assumere in prima persona la scelta e tutte le decisioni inerenti la vendita. E questo è un altro punto di stranezza: il governo è impegnato nel federalismo, nel decentrare, nel dare la massima indipendenza possibile al Nord e alle Regioni, ma poi decide di intervenire e assumere in prima persona ogni decisione sulla vendita di una società, invece di cederla all’unica offerta e delegando le procedure di vendita. Quindi, in certe cose si spinge il federalismo, in altre si decide per il più assoluto centralismo e statalismo; questa decisione ha avuto come conseguenza il sospetto da parte di alcuni politici, come Cracolici (PD), di una “vendetta” da parte del governo di Roma, verso Raffaele Lombardo e i finiani che lo appoggiano.
E’ un sospetto che, sinceramente, lascia dubbiosi, perchè è impensabile che si decida di giocare sulla pelle dei lavoratori che rischiano il lavoro e sulla pelle dei contribuenti italiani che finora hanno sostenuto le perdite della Tirrenia, per regolare una “vendetta politica” immotivata, visto che il PDL Sicilia ha raggruppato i finiani che per due anni e mezzo hanno appoggiato Lombardo con l’avallo di Berlusconi medesimo e se questo sospetto fosse reale, si avrebbe il caso in cui Berlusconi sconfessa il suo operato, e questa è una cosa difficile da credere.
E su questa vicenda, dai contorni così sfumati, si inserisce anche il giudizio negativo della comunità internazionale e mondiale, infatti il Congresso Mondiale ITF (la federazione mondiale dei trasporti) ha deprecato le decisioni del governo italiano, e riporto testualmente la nota della ADN Kronos: ”Il Governo italiano ha approvato la privatizzazione della piu’ importante compagnia italiana di navigazione Tirrenia, ma alla chiusura della gara di acquisto, non e’ stata espressa alcuna manifestazione di interesse per l’acquisizione della compagnia. Cio’ e’ accaduto poiche’ e’ stata attuata una strategia per smembrare la compagnia nave per nave, servizio per servizio, assecondando cosi’ la richiesta di molti armatori italiani che vogliono comprare solo alcune navi e rotte al fine di ridurre la concorrenza che hanno attualmente su determinate direttrici”. E’ il testo della risoluzione, proposta dalla Filt-Cgil, Fit-Cisl e Uiltrasporti, e approvata all’unanimita’ dal Congresso mondiale dell’I.T.F. (International transport workers’ federation) che si e’ aperto il 5 agosto a Citta’ del Messico alla presenza di circa 1.370 partecipanti in rappresentanza di 368 sigle sindacali provenienti da 112 nazioni.
E così una vicenda che sembrava conclusa, non solo si complica, ma ha attirato l’attenzione e il giudizio negativo della comunità internazionale in un momento in cui, invece, si cerca di uscire dalla crisi promuovendo l’immagine dell’Italia.
In: Economia, Lavoro, Politica


1 Response to Tirrenia, stop alla vendita o inizio di una SVENDITA? Ma prima pensiamo ai lavoratori
citoyenne
11 agosto 2010 alle 04:06
Buongiorno
Di che cosa si sta meravigliando, caro amico?
Da quando gli elettori del sud hanno votato per questo governo centrale e centralista (almeno per quanto riguarda il meridione), dando la possibilità al cav. di governare indisturbato per altri cinque anni, questo governo non ha fatto altro che boicottare il mezzogiorno d’Italia. In questo agevolato dal pessimo governo di questa benedetta/maledetta Sicilia.
A questo punto è logica la riflessione che ciscuno cerca di farsi eleggere solo per mettersi al riparo da provvedimenti giudiziari, solo per avere potere personale, solo per proteggere i propri sottoposti che sono fonte di voti.
Solo due piccoli esempi:
1) gli impiegati regionali hanno percepito un premio di produzione!!!! Produzione di che? dei giornali che vanno a leggersi in ufficio? dello smalto che si danno alle unghie? produzione, questa sì, di fannulloneria? Il “premio di produzzione”, concesso ai regionali è un’offesa per i Siciliani veri lavoratori, è un’offesa per i poveri perchè vengono pagati con i soldi dei contribuenti. Ma quando finirà questo clientelismo?
2) L’assessore regionale alla samità non fa altro che vantarsi di aver sanato i conti, ma non dice di averlo fatto a spese dei cittadini. L’assessore ha mai provato a chiedere anonimamente (l’anonimato è essenziale) i tempi che occorrono per fare una TAC, per fare una Risonanza Magnetica, un’ecografia in una struttura pubblica? Faccia finta di essere un malato e faccia qualche telefonatina… sentirà che tempi biblici! Ma a lui non interessa, con il denaro che gli diamo, lui e la sua famiglia si fanno curare all’estero!
Mi perdoni, gentile signore per i “fuori tema”, ma era solo per dirle che ai nostri governanti regionali e centrali non interessa nulla di tutto il popolo siciliano, figurarsi se possono guardare ai lavoratori della Tirrenia.
Il sud in generale e la Sicilia in particolare, proprio “grazie alla sua autonomia del cavolo”, sono destinati a venire stritolati dai governi centrali e da quelli periferici.
Ma i Siciliani, ivi compresi i lavoratori della Tirrenia, ogni giorno, dovrebbero recitare un “Mea Culpa”. Siamo noi che ci lasciamo comprare!!!