Meridionali, arrabbiamoci! Riflessione sulla condizione del nostro sud, sui suoi limiti, e sulle tante giovani promesse.
5 luglio 2010 | Di: Giuseppe Portonera

Tremonti è uno di quei politici che parla poco, ma che quando parla sa sempre il fatto suo. Lo abbiamo conosciuto negli anni sempre intento a far di conto, a gestire questo o quel problema finanziario, molto preciso e puntiglioso. Ultimamente, sarà la febbre da successione nel Pdl, è diventato molto più loquace ed ha sempre una parolina per tutto: ormai, le sue pubbliche uscite a conferenze o incontri con le parti sociali sono davvero imperdibili. Anche perché, di solito, sono sempre vespaio di polemiche. Il nostro ministro non s’è smentito nemmeno qualche giorno fa, quando, intervenendo all’assemblea della Coldiretti, non ha risparmiato critiche alla gestione delle risorse economiche al Sud. “Più il Sud declinava, più i fondi salivano: questa cosa è di una gravità inaccettabile”, ha evidenziato Tremonti, secondo cui la colpa di questo “scandaloso percorso” non è dell’Unione Europea né dei governi nazionali, di destra o sinistra che siano. “È colpa della cialtroneria di chi prende i soldi e non li spende: e siccome i soldi per il Sud saranno di più e non di meno nei prossimi anni, allora non si può continuare con questa gente che sa solo protestare ma non sa fare gli interessi dei cittadini”. Sono parole durissime che, come prevedibile, hanno mandato in bestia i governatori del meridione, che hanno corrisposto pan per focaccia alle critiche ministeriali.
Ma se Tremonti avesse ragione? Insomma, questi fondi esistono (anche quando qualcuno tenta di scipparli) e sono pure belli cospicui. Eppure qui al Sud le cose non vanno per nulla bene: ci sono grandi opere pubbliche che restano incompiute, una sanità che non funziona, scuole o ospedali messi male. Nell’ambito del programma 2007-2013, infatti, il Ministro ha assicurato che c’è stato per il Sud uno stanziamento di fondi europei pari a 44 miliardi, ma – dice – ne sono stati spesi solo 3,6: come mai la maggior parte di questi soldi finisce inutilizzata? Scorrendo velocemente le statistiche ci si rende conto che la Calabria, per esempio, ha utilizzato solo il 12% dei 1.868 milioni di euro assegnati, “perdendone” 1.643,84; seguono la Puglia (16,22%, spreco 2.740,44 milioni), la Sicilia (18,99%, 3.493,96), la Campania (20,8%, 3.251.16). Perché, maledizione? Perché non si usano fino all’ultimo centesimo questi benedetti fondi? Certo, se il nostro ministro è davvero convinto che la colpa sia dei governatori, questi non la pensano proprio come lui e fanno notare che grazie alle Tabelle del Rapporto Strategico 2009 redatto dal Dipartimento Politiche di Sviluppo, si può verificare che sul totale dei Fondi comunitari gestiti dai ministeri (PON), che ammonta a circa 11 miliardi, i ministeri interessati (Sviluppo Economico, Ricerca, Ambiente, Interni, Infrastrutture) hanno speso poco più di 732 milioni di euro, pari al 6,7 % della dotazione disponibile. È ovvio, insomma, che parlando di spreco di soldi, si giocherà a puntare il dito l’uno contro l’altro. Ma io, amici miei, non ci sto. Non voglio cadere nella retorica provata dello scarica-barile, ne fare polemiche autonomiste contro Roma (anche perché sapete bene come la penso su questo punto). Vorrei solo poter vivere in una terra finalmente capace di poter riscoprire l’orgoglio che l’ha sempre contraddistinta e che possa diventare treno motore, anziché vagone al rimorchio. A me piacerebbe che il tutto partisse dal basso, dalla gente comune che non ne può proprio più dei dinosauri della politica che l’hanno solo soffocata per tutto questo tempo; dai nostri laureati e dai nostri geni, che invece di dover emigrare (o meglio, fuggire) potrebbero diventare la leva con cui risollevare la nostra situazione; dai nostri lavoratori, che non possono sempre pagare per primi, vedendosi chiudere la fabbrica in cui hanno lavorato per una vita; da tutti noi, insomma, da chi il Sud lo vive per com’è davvero e non come certi tizi lo vorrebbero fare apparire. Meridionali, arrabbiamoci: ormai ce n’è proprio di bisogno! Per fare capire a chi ci comanda, che non si può spuntare a tempo di elezione e poi sparire nel nulla. Il Sud è attualmente più arretrato del Nord e la questione meridionale tiene banco da 150 anni, ok. Ma chi l’ha detto che le cose non possono cambiare? Chi l’ha detto che le nostre potenziali sono minori di quelle della Padania? Il cammino è lungo e faticoso, ma sono convito che non si possa più permettere che a decidere la strada siano sempre i soliti spreconi che ci hanno governato: favoriamo il ricambio generazionale, lanciamo la rivoluzione della buona politica proprio da qui, dal “malfamato, mafioso e sprecone” Sud. Le potenzialità non mancano, ma servono molta, molta buona volontà e tanta caparbietà. Perché il nostro futuro sia migliore del nostro passato.
GIUSEPPE PORTONERA
In: Economia, Infrastrutture, Politica

5 Responses to Meridionali, arrabbiamoci! Riflessione sulla condizione del nostro sud, sui suoi limiti, e sulle tante giovani promesse.
citoyenne
7 luglio 2010 alle 05:18
Eh si, caro amico, prprio come pensavo, sei giovane e di belle speranze! Io, che ho più di qualche filo bianco tra i capelli, non posso che augurarti di farti promotore di questi begli ideali.
Prima cosa: il maledetto/benedetto nord non ha torto quando parla della cialtroneria del sud; qua l’unica cosa che ha avuto vita facile è stata la malavita organizzata, con il silenzio/assenso di tutti i cittadini, che piuttosto che sbracciarsi, hanno preferito fare dello stato e del parastato l’unica industria dispensatrice di posti di lavoro. (Vai a leggere quanti dipendenti regionali ha la regione Lombardia e quanti ne ha la regione Sicilia; quanti direttori generali ci sono nella prima regione e quanti ce ne sono nella seconda)
Secondo: fai bene a non fare polemiche autonomiste contro Roma. Una volta una persona, ancora più grande di me e molto “preparata”, ebbe a dirmi che la Sicilia era stata “rovinata” dall’autonomia, perchè dietro a questa nobile parola si nascondevano le ruberie dei vari politici che si erano avvicendati nella regione. (ti dice niente la spesa che ha la Sicilia, solo per pagare i suoi “eminenti” uomini politici? Vai a fare sempre il paragone con le regioni deel nord.)
Terzo: Sulla capacità/eroismo della gente del sud, ti posso solo dire che si è estinto dal tempo dei Vespri.
In bocca al lupo. Una citoyenne
citoyenne
7 luglio 2010 alle 05:24
Questa è un commento da me postato sul sito del Presidente Casini, in risposta ad una sollecitazione al governo di occuparsi meno di ministri e guardare invece ai bisogni del popolo.
Abbiamo il parlamento più sovrappopolato di Europa, un governo che fa il pieno di gente inutile, quindi non ci sarebbe niente di strano se un gruppo si occupasse di Brancher e co. e un gruppo si occupasse dei problemi delle famiglie.
Ma ciò che emerge dal suo articolo è il fatto che lei, Presidente Casini, non ha ascoltato il ministro Brunetta, lunedì scorso, quando diceva, con il solito linguaggio adottato da voi politici, che l’Italia è il Paese che sta meglio di tutti in Europa, facendo così pensare che gli Italiani siano solo presunti poveri, poveri immaginari, oppure ricchi marpioni… faccia un po’ lei.
Ormai la gente con un minimo di intelligenza (badi bene che dico “gente” che corrisponde al termine di unione di teste pensanti, non parlo di “massa” che è l’unione di teste non pensanti) ha capito il linguaggio dei politici: quando l’interlocutore intervistatore chiede dei problemi economici, se il politico fa parte del governo risponderà che noi stiamo meglio di tutti i popoli europei, sfuggendo così alla domanda; se il politico fa parte dell’opposizione, allora si scatena la bagarre, con tutto l’elenco di cose che si potevano fare e non si sono fatte.
Proprio per questo, caro Presidente, io credo che gli Italiani si augurino un governo che pensi sia al caso di ministri che vogliono sfuggire alla giustizia, sia delle famiglie disagiate.
Il fatto reale è un altro: questo governo vuole allargare il lodo Alfano non solo alle presidenze della Repubblica e del governo, ma anche ai ministri…. c’è del marcio anche in Italia? e quale sarà la posizione sua e del suo partito in questo caso?
Mi permetta anche una domanda che esula dal tema da lei posto: mi pare di ricordare che qualche tempo fa lei è stato promotore di una nuova legge elettorale, che ridesse agli Italiani la possibilità di scegliersi i propri rappresentanti. Ora c’è un’associazione, “Libertà e Giustizia” che sta raccogliendo le firme per una legge di iniziativa popolare che vuole la stessa cosa da lei proposta. Ho letto che, unitamente a Rutelli, lei non l’ha voluto firmare. Perchè? Le dispiace darmi una risposta? Oppure debbo pensare che lei non crede in una società civile che possa proporre leggi, perchè queste debbono uscire solo dal parlamento e quindi dai “politici”?
Sempre con tanta simpatia. L’avvocato del diavolo alias citoyenne
Giuseppe Portonera
7 luglio 2010 alle 09:16
Grazie per l’augurio, Citoyenne. Speriamo di poter mettere in pratica un giorno tutti questi bei propositi
Giuseppe Portonera
7 luglio 2010 alle 09:27
PS: Citoyenne, potresti riportare questo commento anche sul sito di Casini, per favore, così da alimentare il dibattito che c’è già lì? Grazie
http://www.pierferdinandocasini.it/2010/07/06/meridionali-arrabbiamoci-riflessione-sulla-condizione-del-nostro-sud-sui-suoi-limiti-e-sulle-tante-giovani-promesse-italia/
gebuono
8 luglio 2010 alle 07:52
vi segnalo che nella discussione seguita all’articolo di Portonera è intervenuto oggi anche l’on. Roberto Occhiuto con idee e proposte:
http://www.pierferdinandocasini.it/2010/07/06/meridionali-arrabbiamoci-riflessione-sulla-condizione-del-nostro-sud-sui-suoi-limiti-e-sulle-tante-giovani-promesse-italia/