Pd-Sicilia: la grande truffa dei partiti col trattino

23 giugno 2010 | Di: Giuseppe Portonera

Udite udite, elettori siciliani. Dopo il PDL Sicilia, fa il suo ingresso nell’agone elettorale isolano anche il PD Sicilia, “autonomo e federale” da Roma, alter ego di Centro Sinistra della creatura miccicheiana. Annunciato da tempo, oggi ne è stata finalmente ufficializzata la nascita, voluta fortemente dagli ex Ds Beppe Lumia e Antonello Cracolici. Con una doppia intervista, a La Repubblica di Palermo e al Giornale di Sicilia, il senatore Lumia ha poi spiegato le ragioni dell’improvvisa accelerazione di questo progetto, sui cui, ricordiamolo, pesano i pareri contrari di praticamente tutto l’establishment del partito. Obiettivo dell’operazione sembra quello di garantire un appoggio stabile al governo di Raffaele Lombardo, anche per evitare che si concretizzino quelle mosse dal sapore neo-centrista tra MPA, Udc e Innovazioni (gli ex Margherita di Cardinale e Genovese). Non per nulla, infatti, Lumia ha sottolineato il fatto che il nascente Pd col trattino  “non dovrà mai allearsi con l’Udc”, quasi fossimo portatori di chissà quale bubbone.

Al di là dell’aspetto puramente tattico e strategico di questa operazione, su cui non mi va di dilungarmi, resta un quesito a cui sento il bisogno di rispondere: perché, ultimamente, in Sicilia (da sempre dotata di un lusinghiero rapporto con i vertici romani) è scoppiata questa improvvisa voglia di autonomia? Massimo Cacciari, sempre molto duro con i dirigenti PD, è convito che si tratti di “processi inevitabili: proporzionalmente al peso che la Lega o gli autonomisti assumono nel centrodestra, si creano delle reazioni di legittima difesa sul territorio”. Sono in parte d’accordo: con l’exploit leghista degli ultimi tempi e la conseguente trazione nordista che la politica sta conoscendo, una voglia di rivalsa e di ripresa da parte del Meridione, scippato dai Fondi Fas e orfano di politiche serie e innovatrici, sarebbe comprensibile. Il presidente siciliano, Raffaele Lombardo, ha tentato di intercettare questo malcontento, lanciando il famigerato Partito del Sud. Qualche mese fa sembra fatta: insieme al MPA e al Pdl Sicilia, avrebbero fatto il loro ingresso anche gli ex presidenti di Campania e Calabria, Bassolino e Loiero. Un progetto destinato a fallire sin dall’inizio, visto che per un’ipotetica riscossa del Sud, chiamava alle armi tutti i volti di una politica vecchia e fallimentare, che faceva del clientelismo il proprio asso nella manica. E così sembrava essere finita davvero, specie dopo la presa di coscienza di Berlusconi sulla situazione del suo partito nell’isola e il conseguente richiamo all’unità. E invece la notizia di oggi sembra essere destinata a riaccendere quelle lunghe, logoranti e inutili discussioni su una fantomatica Lega del Sud. Nessuno capisce che la nostra nazione ha bisogno di essere riunita, di essere ricucita, nell’ottica di uno rinnovato spirito patriottico e di unità nazionale? Nessuno capisce che alla sparate padane di Bossi non si può rispondere con sparate meridionaliste? Oggi più che mai c’è bisogno di costruire un partito che sappia parlare all’Italia e agli Italiani, da Trento a Portopalo, dal Po al Simeto, dalle Alpi ai Nebrodi. Un Partito della Nazione e per la Nazione, che si faccia carico della ricostruzione della nostra identità nazionale, dilaniata da difficoltà e incomprensioni e dall’egoismo e protagonismo di una parte della nostra classe dirigente. Non si può essere italiani solo quando gioca la nostra nazionale: si è un popolo solo ogni giorno, ogni ora, ogni minuto. Da quasi 150 anni. Certo, il rischio che il richiamo all’unità si traduca in romano-centrismo è forte: ecco perché il progetto di cui Casini si è fatto portatore, insieme all’Udc, deve essere in grado di coniugare spirito nazionale con il rispetto delle autonomie e del regionalismo positivo, di cui parlava quel grande genio di Don Luigi Sturzo. Riallacciare i rapporti tra la periferia (il famoso territorio) e il centro, deve essere un nostro imperativo categorico. Non possiamo più esimere da farci carico di questa necessità. Evitando di ridurlo a mera occasione di pubblicità e rilanciando il lavoro dal basso. Per scongiurare che brutte notizie come quella della nascita dell’ennesimo Partito col trattino possano ripetersi.

GIUSEPPE PORTONERA

In: Politica



4 Responses to Pd-Sicilia: la grande truffa dei partiti col trattino

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citoyenne

25 giugno 2010 alle 04:49

Gentile sig. Portonera, ma lei non fa caso al paradosso politico che esiste in Italia? Lei ha scritto un gradevole articolo sulla Questione Sicilia che sembra voler rispondere in maniera errata alle provocazioni leghiste.
Se ho capito bene, eventualmente mi corregga, lei riduce la LEGA nordica ad una mera forma folcloristica assurdamente scopiazzata dal MPA che, dalla sua recentissima nascita, è già stata costretta a cambiare più volte volto ed alleanze, ma scopiazzata anche dal PD che, per poter dare il suo appoggio a Lombardo, è stato costretto a dividersi. Tra i due/tre/dieci litiganti, spicca l’UDC.
Ora io le chiedo: in questa sua elegante recensione sulla questione Sicilia/meridione, dov’è il cittadino? Ma lei si rende conto che mentre i “grandi uomini” dissertano su ciò che è meglio e su ciò che è peggio per i Siciliani, il popolo siciliano muore? Muore di inedia, muore di malaffare ormai stabilmente insediato nelle stanze dei bottoni, muore di depresssione perchè nessuno se ne sta occupando? Ma si guardi un po’ in giro, non si accorge del dissesto che ci circonda? La spazzatura, i rioni a rischio, l’assenza totale dell’amministrazione comunale che, almeno a Palermo, non si degna nemmeno di rispondere ai giudici, preferendo andare a vedere la partita dell’Italia in Sud Africa! Lo so, lei mi dirà che l’UDC non è presente in tutte le amministrazioni locali e, laddove è presente, non ha una maggioranza. Perchè lei pensa che le cose andrebbero diversamente? Il leader dell’UDC è stato per cinque anni predidente della camera ed ha partecpato al governo del cav. attivamente, ma il popolo cosa ha visto di questo se non un partito accomodante con le richieste del cav. per leggi ad personam? Parlando dei politici italiani dell’intero arco costituzionale, ci sarebbe solo da porre la ciceroniana domanda: “fino a quando abuserete della nostra pazienza?”.
Grazie per l’attenzione. Una citoyenne

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centropopolare

25 giugno 2010 alle 07:45

Cara Citoyenne, e se le dicessi che lei ha ragione su tutto? La LEGA nordica è assolutamente “una mera forma folcloristica assurdamente scopiazzata dal MPA che, dalla sua recentissima nascita, è già stata costretta a cambiare più volte volto ed alleanze, ma scopiazzata anche dal PD che, per poter dare il suo appoggio a Lombardo, è stato costretto a dividersi”. Ha ragione da vendere anche quando dice che “il popolo siciliano muore di inedia, muore di malaffare ormai stabilmente insediato nelle stanze dei bottoni, muore di depressione perché nessuno se ne sta occupando” e quando sposta l’attenzione sulla “spazzatura, i rioni a rischio, l’assenza totale dell’amministrazione comunale che, almeno a Palermo, non si degna nemmeno di rispondere ai giudici, preferendo andare a vedere la partita dell’Italia in Sud Africa!”. Ha centrato in pieno il punto del discorso e io le posso fare solo un applauso convinto per la sua rapida, efficace e dura dissertazione. Però, per quanto riguarda l’Udc, io non ho la pretesa di presentarlo come soluzione per i mali siciliani o italiani: sono solo convinto che il progetto di (ri)unità nazionale di cui si fa portatore, sia un’ottima cosa, da propagandare e supportare. Tutto qui. Lei no?

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citoyenne

26 giugno 2010 alle 06:57

La (ri)unità nazionale potrebbe essere un fatto positivo, ma, le faccio presente, che la gente è “arrabbiata”! E’ arrabbiata contro questo governo che pensa solo alla sua sopravvivenza con leggi ad personam per il cav. e gli amici (anche se dopo lo vota), è arrabbiata con un’opposizione quasi inesistente (tranne quella dell’IDV, da voi tanto deprecata), è arrabbiata perchè sente il terreno mancarle sotto i piedi. E la politica che fa? Si crogiola con la legge bavaglio, con le intercettazioni. Ma vede a me non interessa se mi intercettano, IO non ho nulla da nascondere e sono altresì convinta che di una legge così ne abbia bisogno “solo” chi ha tanto da occultare alla vista. Se è vero che ognuno è responsabile delle proprie azioni, che tutti se le assumano le responsabilità, piuttosto che chiedere “una legge inutile”.
Io sono arrabbiata perchè vedo tanti giovani in giro come zombi, mentre i costi di questa politica non vengono per niente toccati. Lo so che l’UDC dice che voterà contro questa finanziaria, ma non per i motivi che io vorrei sentir dire ad una classe politica. Nei momenti di ristrettezze nelle famiglie oneste si limitano i costi per tutti e… se ne fa tanta pubblicità.
Perchè non parlare di “dimezzamento” (almeno)degli emolumenti ai politici? Perchè non tagliare di netto per due anni sul rimborso spese elettorali? Perchè non ridurre del 90% i vitalizi dei “pensionati” della politica? Perchè non ridurre drasticamente le spese dei palazzi dei bottoni, invece di far dire ad un Buttiglione che gli manca il gelatino, quando fa caldo? Perchè non si aboliscono le province? (questo non conviene a nessuno dei partiti: perderebbero un ampio bacino di voti! Allora tutti ne parlano, ma nessuno lo vuole fare!)Perchè in Italia i costi della politica sono di gran lunga superiori a quelli di qualsiasi altra nazione? E’ questo il paradosso che si vive in Italia?
E, per favore, non mi venga a fare il discorsetto sull’equiparazione degli emolumenti ai magistrati con quelli politici… quelli almeno hanno fatto un concorso, gli altri “chiedono” voti. E’ tutta questa rabbia repressa che cova nell’animo degli Italiani e che speriamo non esploda! Grazie per l’attenzione. Una citoyenne

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Estremo Centro Sicilia

5 luglio 2010 alle 15:43

[...] cadere nella retorica provata dello scarica-barile, ne fare polemiche autonomiste contro Roma (anche perché sapete bene come la penso su questo punto). Vorrei solo poter vivere in una terra finalmente capace di poter riscoprire l’orgoglio che [...]

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