Se ci giochiamo pure l’informazione sessuale…
8 giugno 2010 | Di: Giuseppe Piazzese
Nella realtà di oggi, sempre più frequentemente, sentiamo i nostri amici, parenti, conoscenti, parlar male del costume delle nuove generazioni.
Sempre più frequentemente sentiamo di ragazzini e ragazzine che “si sbaciucchiano qua e la e poi chissà che altro fanno”, “Ai miei tempi non era così!!Per darsi un bacio lo si doveva fare di nascosto, aspettando il momento giusto affinchè nessuno ti vedesse”.
Non mi sono mai scandalizzato facilmente davanti alla realtà di oggi, non sono un bigotto e sono un discreto cattolico.
Ciò che mi scandalizza invece sono i dati che vengono fuori dal rapporto sui “Giovani maschi e l’amore” all’interno della campagna di informazione e prevenzione “Amico Andrologo” promossa dal Ministero della Salute.
Quest’indagine svolta nei licei e negli Istituti tecnici di sei regioni (Lazio,Veneto,Campania,Toscana,Marche e Puglia), evidenzia come il 50% circa dei giovani abbiano dei rapporti non protetti e come il 24% circa si affidi alla pillola delle ragazze come metodo contraccettivo.
Il 45,5% di loro apprende informazioni sulla sessualità dalla televisione e da internet.
Come dicevo mi ritengo un discreto cattolico, convinto che i rapporti sessuali si debbano avere con la consapevolezza di chi vuol crearsi una famiglia, ma questo non mi può far chiudere gli occhi rispetto alla realtà, che dice che il primo rapporto sessuale per il 57% dei ragazzi è stato a 16 anni, età in cui la responsabilità e la consapevolezza di un rapporto sono ciò che di più lontano c’è, specialmente davanti alle turbe ormonali.
Allora, se questa è la realtà e si vuole dare una svolta a ciò che possono essere i problemi derivanti da questa realtà, perché non si ricomincia proprio dalle scuole una più forte ed energica educazione sessuale?
Visto che internet e tv sono tra gli strumenti più seguiti per l’informazione sessuale, perché non si crea un codice etico della tv che obbliga tutte le reti a trasmettere due ore la settimana di educazione sessuale?
Perché il servizio pubblico, anziché mandare in onda i vari format di reality demenziali, non crea delle trasmissioni ad hoc, magari da trasmettere in orari consoni a questo tipo di pubblico?
La politica faccia attenzione ai dati che vengono fuori da questa indagine, perché gli allarmi di oggi sono i problemi di domani!!
