Manovra Finanziaria Correttiva: solita minestra, soliti tagli.

31 maggio 2010 | Di:

  Che Berlusconi sia un genio della comunicazione, è cosa nota a tutti.
Che ci sia una crisi finanziaria mondiale, era noto a tutti tranne che a Berlusconi che fino a ieri negava l’esistenza della crisi o al limite diceva che comunque l’Italia ne usciva alla grande.
Il popolo italiano, sentiva le sue dichiarazioni e si divideva tra chi vedeva la crisi, e chi, convinto dal Presidente del Consiglio, per due secondi la negava, salvo poi vedere che il portafoglio era tristemente vuoto. Questo fino a ieri. Poi anche Berlusconi ha dovuto ammettere la necessità di una manovra correttiva. Chi volesse vedere una brevissima cronistoria delle dichiarazioni di Tremonti e Berlusconi sulla crisi, può vederla qui.

Ed eccoci qui.
Con una manovra che è figlia completamente di Tremonti, e non del governo che è stato tenuto all’oscuro, se è vero quel che afferma Bondi sul fatto che sia stato esautorato e non sapesse nulla dei numerosi tagli ad enti di ricerca e cultura. E Bondi, per chi non lo sapesse, è un ministro del governo Berlusconi, anzi è un fedelissimo di Berlusconi.

Consideriamo il famoso taglio delle province, che prima c’era, ora non c’è più, anzi, dice Sacconi, verrà inserito in un prossimo decreto sulle autonomie locali. E i tagli alle province, cavallo di battaglia del PDL nel 2008, quindi? Niente, spariti. Era un miraggio, una illusione. Al massimo era solo un invito. Mi chiedo a chi? Alle province medesime che dovrebbero autocancellarsi? Al Parlamento che dovrebbe, sponte sua, cancellare delle province? Agli atlanti di geografia che dovrebbero cancellare dall’elenco alcune province? Non si sa, l’importante è che le province del nord non siano toccate: quindi, mi raccomando, se si tagliano province, bisogna che siano sotto i 220.000 abitanti, non situate in regioni a statuto speciale, e non siano in zone di confine: ancora mi chiedo quale fondamentale attività di politica estera svolga la provincia di Verbano-Cusio.

Ma il mistero delle province, non è l’unico di una manovra, presentata come una svolta epocale, che toglie ai ricchi e non ai poveri, che riduce i costi della politica.
Che nelle migliori intenzioni avrebbe dovuto tagliare di qua e di là, senza arrecare danno agli italiani, senza aumentare le tasse agli italiani, che avrebbe combattuto l’evasione fiscale, che tagliava i privilegi dei politici e di chi è nelle alte sfere di comando delle aziende ed enti pubblici e parastatali.

Vediamo punto per punto le precedenti affermazioni.
Lotta all’evasione. Berlusconi ha ripreso i provvedimenti del precedente governo Prodi, proprio quei provvedimenti che lui aveva condannato come lesivi della privacy, e li ha fatti suoi.
Ma sono davvero efficaci? Ne dubito. Ricordiamoci che storicamente unodei bacini elettorali principali di Berlusconi è il “popolo delle partite iva”: poteva quindi Berlusconi inimicarseli? No, per cui lo sbandierato limite ai pagamenti cash, che dovrebbe essere la soluzione all’evasione fiscale, in realtà è ridicolmente alto: 5000 euro è una enormità e questo è sotto gli occhi di tutti e discende dalla propria esperienza di vita. Quante volte si è andati dal meccanico, e quante volte il conto da pagare superava i 5000 euro? O dal dentista, o dall’avvocato? Quante volte si mandano i propri figli a lezione privata da un insegnante che pur essendo di ruolo, fa lezioni private in nero (perchè vi sono evasori anche tra gli statali, dobbiamo riconsocerlo)? E quanto si paga per queste lezioni private? Si arriva mai a superare i 5000 euro? Assolutamente no, quindi questo limite, è solo fumo negli occhi, per dire agli statali e alle categorie più colpite di questa manovra che si sta facendo qualcosa contro l’evasione.

E’ stato detto che questa manovra non aumenta le tasse: ed è falso.
Tagliando i trasferimenti a Regioni e Comuni, questi ultimi dovranno o ridurre i servizi al cittadino, o aumentare le tasse, come hanno già preventivato molti sindaci e molti presidenti di Regione tra cui un berlusconiano doc come Formigoni. A proposito di quest’ultimo: ha candidamente affermato che, in seguito a questi tagli, il federalismo diventa quasi impossibile da portare avanti e anzi ha affermato che il federalismo fiscale non sarà ad impatto zero, ma anzi necessita di fondi , quindi viene a cadere anche questa “favoletta”, ovvero che il federalismo fiscale risolverà tutti i problemi degli italiani.

Anche i politici sostenuti indirettamente dal PDL, come Lombardo che, a capo della Regione Sicilia, è sostenuto da Miccichè (PDL Sicilia) e dal PD, dovrà aumentare le tasse e procedere al taglio e mancata stabilizzazione dei precari: certo, Lombardo dirà che la colpa è di Tremonti, ma è anche vero che Lombardo e i suoi sostenitori del PD e del PDL Sicilia stanno letteralmente facendo fuggire le aziende dalla Sicilia, come Italtel, Fiat, Edison, Enel (che ha messo in dubbio il rigassificatore di Priolo), Sharp (che vorrebbe abbandonare il progetto dei pannelli fotovoltaici a Catania).

Quindi alla fine, se lo stato non aumenta le tasse, ma a causa dei suoi tagli, sono le Regioni e i Comuni ad aumentare le tasse, per il cittadino non cambia nulla: sempre di aumento di tasse si tratta. E’ concepibile che Berlusconi ignori ciò? No, ma siccome in caso di elezioni, tutto viene fatto ruotare attorno alla sua persona, quasi dissociandosi da ciò che gli amministratori locali del suo partito fanno, ecco che il danno di immagine per lui diventa nullo. Perchè alla fine di questo si tratta: la politica berlusconiana si fonda sull’immagine e sull’apparenza, ma noi cittadini importa o dovrebbe importare, la realtà dei fatti.
Sui tagli alla politica, direi che non è il caso di spendere troppe parole: sono pochi e di facciata.

Sappiamo tutti che le auto blu costano circa 20 miliardi di euro l’anno, che gli affitti dei locali pubblici sono esosi e spesso l’amministrazione pubblica sottoutilizza i palazzi affittati; tanto che financo Brunetta  ha detto chiaramente che razionalizzando queste spese si può risparmiare circa la metà. Ora io mi chiedo, se tagliamo le auto blu del 40%, risparmieremmo circa 8 miliardi di euro l’anno, ovvero 16 miliardi di euro in due anni, e, incredibilmente, tutta la manovra tende a trovare 27 miliardi di euro in due anni. Quindi tagliando le auto blu, il fabbisogno si ridurrebbe a soli 11 miliardi e forse si potrebbe evitare di intervenire sugli statali già abbastanza martoriati. Per altro la legge del 1991 parla chiaro: le auto blu spettano solo ai ministri e ad alcuni direttori generali. Si potrebbe vincolare le Regioni e i Comuni al taglio delle auto blu: non possono aumentare tasse se prima non tagliano le auto blu. Per i cittadini sarebbe un beneficio.

Non solo, ma se ai tagli alle auto blu, si procede con un taglio degli immobili affittati, accorpando uffici, come ha ammesso Brunetta, si potrebbe ipotizzare che i tagli ai dipendenti pubblici diventano superflui.

Ma procedere in questa via, si vede che è troppo oneroso per i politici del PDL.Intanto restano tante chiacchiere, tanto fumo negli occhi lanciato da Berlusconi, e soprattutto tanti tagli alle solite persone già martoriate.

In: Politica



2 Responses to Manovra Finanziaria Correttiva: solita minestra, soliti tagli.

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thanos

31 maggio 2010 alle 13:21

ottimo articolo…. però direi scontato… nel senso che non bisogna stupirsi se il governo prima lancia proclami e poi la mette in quel posto ai lavoratori onesti….

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gaspare

31 maggio 2010 alle 15:09

vero thanos, però proprio per questo non dobbiamo mollare….
se ci lasciassimo andare, dicendo “tanto non cambia nulla”, allora andrebbe sempre peggio…

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