Le aziende in Sicilia chiudono e il governo regionale cosa fa? Discute del nuovo Partito del Sud
Le aziende chiudono e non vi è traccia di iniziative da parte del governo regionale per cambiare la situazione, e ve lo dimostro con un breve elenco: intanto a Palermo, dove la cassa integrazione ordinaria è raddoppiata e quella straordinaria quadruplicata, l’Italtel di Carini ha dichiarato di volere chiudere condannando oltre 200 lavoratori, mentre la Keller probabilmente chiuderà, dopo avere messo in cassa integrazione 220 tute blu. La Fincantieri ha spsotato alcuni lavori in Croazia e quasi sicuramente chiuderà, sopratutto perchè la Regione non ha mantenuto gli impegni presi, non facendo partire gli investimenti sui bacini di carenaggio, di cui è proprietaria, e il rilancio mancato ritarda il recupero di competitività
Il futuro del gruppo STMicroelectronics è un’incognita, infatti la prossima chiusura di alcune produzioni rischia di provocare esuberi tra 3.900 dipendenti diretti. Era stata annunciata la joint venture con Enel e Sharp per lo sviluppo del settore fotovoltaico, che avrebbe portato a centinaia di assunzioni, ma nessun piano industriale garantisce queste ipotizzate assunzioni. Intanto Stm ha ceduto un ramo d’azienda, la Nunonyx, alla multinazionale americana Micron Technology, senza nessuna tutela per i 409 lavoratori.
E continuiamo con la Sat, i cui 160 dipendenti hanno esaurito la Cassa Integrazione Straordinaria e non sanno quale sarà il loro futuro: intanto presidiano da un anno la fabbrica per evitare che i macchinari vengano ceduti in assenza di una valida ipotesi per il loro reimpiego.
Poi abbiamo varie aziende che hanno già chiuso: Sogit, Anteo, Cables Factory, per 138 posti di lavoro persi.
Anche l’industria di Messina è colpita pesantemente: arranca la cantieristica navale, fino a oggi volano dell’economia locale. Per i Cantieri Rodriquez, del gruppo di Roberto Colannino, si paventa una possibile cessione. I 95 lavoratori metalmeccanici sono in cassa integrazione straordinaria a zero ore, per un anno. L’azienda ha già chiesto la deroga per altri sei mesi. Stesso discorso per la Aicon yachts, gruppo che produce imbarcazioni di lusso, in crisi da un anno, che fa ricorso a cassa integrazione e contratti di solidarietà. Sessanta tute blu della ex Smeb, aspettano ancora di essere riassorbite dai Cantieri navali Palumbo. Rilancio in ritardo per le Acciaierie Duferdofin.
A Siracusa la Siteco, azienda che lavora nella costruzione di pale eoliche, ha messo in cassa integrazione 240 dipendenti a causa del blocco imposto dalla Regione. I 170 lavoratori della SFI, Società forniture impianti, che opera nella manutenzione del petrolchimico, sono in cassa integrazione straordinaria da un anno.
Il Presidente dell’Ance, Giuseppe Di Giovanna, non mostra dubbi: la colpa è del Comune di Palermo. E a nulla è servito l’ultimo incontro dell’ANCE con la giunta Cammarata. Fermo il PEEP, fermo il centro storico, ferma l’edilizia popolare. Gli imprenditori edili di Palermo e provincia non ce la fanno più. La situazione è sempre più drammatica. “La cosa più grave – ha spiegato Di Giovanna – è che nulla si muove mentre l’emergenza abitativa si accentua sempre più. E nel frattempo 2000 posti di lavoro sono a rischio e 300 imprese hanno già chiuso. La crisi economica ed occupazionale non esiste solo a Termini Imerese “.
Hanno proclamato lo stato di crisi le dodici imprese siciliane autorizzate alla pesca del tonno rosso, per denunciare l’agonia di un comparto economico in cui, solo in Sicilia, 500 persone perderanno il posto di lavoro e per richiamare l’attenzione del presidente della Regione Raffaele Lombardo.
La EDIPOWER ha deciso che costruirà altrove la sua centrale fotovoltaica: attendeva da due anni che Lombardo firmasse il via libera, e così dopo due anni (la richiesta è stata presentata a Dicembre 2007) la società costruirà il suo impianto in Piemonte o Lombardia.
Anche la Erg e la Shell stanno per andare via: dovevano realizzare il rigassificatore a Priolo, che doveva partire nel 2007, ma a tutt’oggi la regione non ha ancora dato il via libera ai lavori, bloccando un investimento di 800 milioni da parte delle due aziende e impedendo la creazione di posti di lavoro.
Ora, considerando tutto ciò, viene spontaneo chiedersi quanto possa fregare ai siciliani il nuovo progetto politico di Lombardo e Miccichè, quando non sono in grado di gestire l’economia siciliana e se non sarebbe meglio che decidessero finalmente di dotarsi di un paino economico per dare lavoro ai sciliani, invece che di rilasciare dichiarazioni su un partito del sud di cui si parla da più di un anno e non è ancora nato.
In: Economia, Famiglia, Lavoro, Politica

5 Responses to Le aziende in Sicilia chiudono e il governo regionale cosa fa? Discute del nuovo Partito del Sud
I lavoratori protestano, ma il governo li ascolta? « Estremocentrosicilia Blog
23 marzo 2010 alle 11:27
[...] ai commenti Fa male accorgersi di avere ragione, quando accade sulla pelle dei lavoratori. Pochi giorni fa avevamo pubblicato un lungo elenco, non esaustivo, di aziende che chiudono o che son… E ora i lavoratori di alcune aziende iniziano a protestare. E lo fanno in maniera legittima, [...]
La scelta di non decidere « Estremocentrosicilia Blog
26 marzo 2010 alle 16:53
[...] Salta ai commenti Dopo i lavoratori che protestano e dopo che avevamo segnalato lo stato di disagio delle aziende in Sicilia che chiudono i battenti, prendiamo atto che la situazione nell’edilizia si aggrava, nonostante la recente [...]
Il rigassificatore di Priolo « Estremocentrosicilia Blog
13 aprile 2010 alle 11:44
[...] investimenti in Sicilia e spostarli in Piemonte. Avevamo anche accennato alla possibilità che la joint venture tra Erg e Shell per costruire il rigassificatore a Priolo potesse sfumare, a causa dei ritardi [...]
Manovra Finanziaria Correttiva: solita minestra, soliti tagli. « Estremo Centro Sicilia
31 maggio 2010 alle 10:34
[...] la colpa è di Tremonti, ma è anche vero che Lombardo e i suoi sostenitori del PD e del PDL Sicilia stanno letteralmente facendo fuggire le aziende dalla Sicilia, come Italtel, Fiat, Edison, Enel (che ha messo in dubbio il rigassificatore di Priolo), Sharp (che [...]
Agricoltura, industria, petrolio: tre capitoli, tre quesiti, tre problemi per lo sviluppo « Estremo Centro Sicilia
11 giugno 2010 alle 11:07
[...] lo sviluppo del polo catanese. E’ l’ennesima protesta, dopo quelle che avevamo segnalato qui e qui. Allora ci chiedemmo se il governo ascoltasse la protesta dei lavoratori. Se a distanza di [...]