L’Italia e il nucleare

14 marzo 2010 | Di: Redazione

Riceviamo da Nicolò Paoletti e pubblichiamo

L’Otto Marzo a Parigi si è svolta la conferenza sull’energia nucleare per l’utilizzo a scopi civili. Per l’Italia era presente una delegazione con a capo il Ministro dello Sviluppo Economico Scajola. Si prevede che da qui al 2030 vengano costruiti 430 nuovi reattori nel mondo. Si parla di centrali nucleari di quarta generazione ma da circa venti anni di nuove non sono state realizzate. In Italia dovrebbe essere posata la prima pietra nel 2013 e la prima centrale entrerebbe in funzione nel 2020.
Le centrali di quarta generazione per la produzione di energia nucleare prevedono il riutilizzo delle scorie ma una parte comunque rimarebbero da smaltire. E’ stato accertato che nelle aree dove è presente una centrale nucleare a causa della dispersione nell’aria e nel sottosuolo di sostanze radioattive l’incindenza di malattie tumorali è più alta.
In Italia per qualsiasi infrastruttura sorgono comitati di cittadini per la tutela del territorio con il fine di opporsi alla realizzazione.
Considerato che le scorie per perdere la loro radioattività impiegano circa mille anni quali sono quei comuni che sarebbero disposti a prendersi i rifiuti delle centrali. Inoltre tutt’ora l’Italia paga l’affitto alla Francia per il deposito di scorie nel territorio transalpino delle centrali che sono state in funzione nella penisola fino al referendum del 1987.
La durata media di una centrale è di circa trenta anni mentre di un pannello solare è di trentacinque anni. Inoltre smantellare una centrale ha il doppio del costo della realizzazione.
Diversi stati europei tra i quali il Belgio, Finlandia, Danimarca e Germania prevedono di chiudere nei prossimi anni le loro centrali nucleari e di sviluppare nuove fonti di energia.
Nello stato tedesco prevedono di arrivare entro il 2020 a soddisfare il 60% del fabbisogno energetico derivante da fonti di energia rinnovabili.
Considerato che la Germania non ha una buona posizione geografica perchè l’Italia non dovrebe riuscirci visto che si trova nel Mediterraneo.
L’obiettivo è ridurre la dipendenza dal petrolio e dal gas considerato quest’ultiomo viene acquistato da paesi non stabili politicamente (Libia e Algeria) ma visto gli enormi costi di una centrale è utile un ritorno al nucleare.

In: Energie



4 Responses to L’Italia e il nucleare

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Antonio Di Matteo

15 marzo 2010 alle 08:33

l’ultima frase forse ha bisogno di un punto interrogativo. l’italia non ha bisogno del nucleare, ma ha bisogno di un governo regionale e nazionale che utilizzando le risorse europee e proprie, permetta l’istallazione di tutti i pannelli solari e di tutti i parchi eolici e minieolici sul territorio italiano, sui tetti della case, delle scuole, ovunque. dobbiamo cambiare il nostro modo di pensare. il futuro energetico sarà sempre più spinto dall’energia elettrica e non dal petrolio. sarebbe bello un progetto di autarchia energetica italiana.

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gaspare

15 marzo 2010 alle 09:06

Antonio, al momento i pannelli fotovoltaici e l’eolico sono due strade da battere, tenendo però presente che ancora non hanno rese energetiche tali da soppiantare definitivamente l’uso degli idrocarburi. L’unico combustibile capace di ciò è l’uranio. Chiaramente la ricerca nei campi petrolifero, atomico e di energie alternative compie passi da gigante, e quindi in futuro questi limiti potranno essere eliminati.

Sul punto interrogativo: come riceviamo, pubblichiamo. Per correttezza, non modifichiamo nulla. :D :D

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Antonio Di Matteo

15 marzo 2010 alle 19:21

tutto corretto, bisogna investire ancora in ricerca.

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Bioetanolo « Estremocentrosicilia Blog

22 marzo 2010 alle 11:23

[...] Bioetanolo Salta ai commenti La settimana scorsa, abbiamo pubblicato un articolo sul nucleare e l’Italia [...]

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