Quoziente Familiare o riforma fiscale?
9 febbraio 2010 | Di: Redazione
In questo articolo ho trovato alcune critiche al quoziente familiare. Sono condivisibili? Per certi versi si, ma non si può negare che bisogna fare qualcosa per migliorare il prelievo fiscale in italia, che ormai tende a “strozzare” le persone e le famiglie numerose.
Indubbiamente si può obiettare che le famiglie numerose sono tali per libera scelta di chi le vuole fare (nessuno mi obbliga ad avere molti figli), ma è anche vero che è una realtà che non si può ignorare. E allora perchè non realizzare una riforma fiscale che agevoli tutti e che faciliti l’emersione del nero?
Se consideriamo l’ISEE abbiamo un problema perchè consideriamo solo le entrate e non le uscite: può capitare che un “single” (ad esempio un ottantenne vedovo o un ventenne impiegato in un call center) non arrivi a fine mese o ci arrivi a stento. Sono meno meritevoli di tutela? No.
E allora come possiamo agire?
Semplice: immaginiamoci di essere al momento della dichiarazione IRPEF. Mettiamo le nostre entrate lorde (per comodita supponiamo 100) e a questo punto iniziamo a togliere dal nostro imponibile lordo (100) la totalità di alcune spese e la quota di altre. Da 100 noi togliamo la totalità delle spese per la casa (ICI per il proprietario, AFFITTO per chi prorpietario non è; luce, acqua, gas), poi togliamo il 49% (come è ora se non erro) di eventuali spese di ristrutturazione casa. A questo punto togliamo una quota delle spese sanitarie e una quota delle altre spese che sosteniamo: scontrini del supermercato, ma anche quel che spendiamo per riparare la macchina o per mandare i nostri figli a lezioni private (io ho avuto lezioni private di latino e greco, si lo so sono una capra, da un insegnante di ruolo, quindi per lei era un introito in nero anceh se aveva uno stipendio pubblico).
Ora, quale è il risultato? Da un lato è vero che lo stato si vedrebbe ridurre enormemente il gettito IVA (nel 2008 ha incassato 116 miliardi di euro dall’IVA), ma è anche vero che: 1) si tasserebbe solo il reddito che risulta dopo le suddette spese, quindi se io ho iuna famiglia numerosa e spendo molto per mantenerla, verrei tassato di meno; 2) si porta all’emersione del nero (aumento automatico del PIL); 3) emergendo il nero, aumenta il conseguente prelievo fiscale (si stima che sfuggano al fisco 340 miliardi di reddito per circa 149 miliardi di tasse non pagate).
A questo sitema “grezzo”, poi si possono applicare dei bonus/malus per chi ha fmaiglia e chi no: certe spese ad esempio vengono dedotte in misura maggiore se si hanno moglie e figli a carico, mentre se sei single, la riduzione è minore. In tal modo si riequilibra ulteriormente il sistema.
