Alitalia: uno scandalo, una truffa o semplice pressapochismo italiano?

26 gennaio 2010 | Di:

 

Avete presente la vicenda del rimborso Alitalia? I famosi bond da rimborsare? Se pensavate che la questione fosse chiusa, vi sbagliavate di grosso. Vi è un nuovo capitolo che si appresta a scrivere il governo italiano tramite Lucio Malan del PDL che ha proposto un emendamento al decreto milleproroghe.

Ma andiamo con ordine.

Le obbligazioni (o bond) di cui si parla hanno una origine a dir poco strana: nel 2002 Alitalia emette bond con scadenza 2005 al tasso del 2,9% ed erano state sottoscritte per il 62,5% dal governo tramite il Ministero delle Finanze (in sigla MEF) e per la restante quota dai piccoli risparmiatori che avevano investito i loro risparmi. Stiamo parlando di piccoli investitori, quegli stessi investitori truffati dalle obbligazioni argentine e dalla Parmalat. Piccoli investitori che chiedono che sia rispettata la costituzione quando recita che “il risparmio è tutelato in tutte le sue forme”.

Ma torniamo alle obbligazioni emesse nel 2002 e che scadevano nel 2005. Nel 2005 invece di restituire i soldi, avviene un atto di forza inconcepibile: vengono sostituite da altre obbligazioni con scadenza nel 2010 e tasso di interesse al 7,5%; la sostituzione viene deliberata dalla assemblea degli obbligazionisti e cioè unilateralmente dal MEF in quanto detentore del 62,5% dei voti.

Trattandosi di votazione in evidente conflitto di interessi, questo è uno degli argomenti su cui si basano le richieste di risarcimento che talune associazioni dei consumatori hanno già formulato al MEF.

Quindi lo stato decide di non ridare i soldi ma altre obbligazioni. In pratica di dare “carta”.

Ma il peggio deve venire.

Sorvoliamo sui bilanci. Sorvoliamo sullo scandaloso decreto ocn il quale il governo Berlusconi ha dichiarato non perseguibili i vecchi amministratori di Alitalia per la gestione scriteriata della azienda.

Sorvoliamo su tutto questo.

Sorvoliamo anche su come Fantozzi stia gestendo il fallimento della vecchia Alitalia e delle forzature come la svendita degli asset a Colaninno e soci (sorvoliamo perchè il discorso sarebbe estremamente lungo, ma giusto per fare un esempio: che fine fanno i terreni vicino a Fiumicino, che prima erano ritenuti edificabili e valutati inizialmente 120 milioni, e ora dichiarati non più edificabili? E le opere d’arte valutate per almeno 200 milioni e che hanno dato un incasso di meno di 10 milioni?)

Ma non possiamo sorvolare sulle dichiarazioni che Berlusconi, presidente del consiglio, e Tremonti, ministro dell’economia, dichiarano ai telegiornali per tutta l’estate del 2008: loro dichiarano che i risparmiatori saranno tutelati e che “non perderanno neanche un euro”.

E invece no.

Perchè il rimborso delle obbligazioni avviene con titoli che verranno rimborsati nel 2012 senza interessi, per un valore del 70% del nominale. Ovvero, se tu hai investito 100, ti danno 70; ma se si fano i conti, considerando che i soldi arriveranno nel 2012, e che i titoli sostitutivi non danno interessi, è come se dessero 50 agli investitori. Capito la furbata? Non ti restituiscono quel che hai investito, ma te ne danno la metà tramite delle altre obbligazioni emesse dallo stato italiano e senza interessi. Entro Agosto 2009 gli investitori dovevano dichiarare se accettavano i nuovi titoli oppure rischiare di restare con un pugno di mosche partecipando al fallimento di Alitalia.

Una quota dei titoli venivano assegnati, come da decreto, a fine dicembre, il resto nel 2010. Eppure, i risparmiatori non hanno ancora ricevuto nulla. Eppure il 2009 è finito.

Come mai i risparmiatori non hanno ricevuto nulla? Non si sa. Il Governo non da spiegazioni, ma nel frattempo ecco l’emedamento di Lucio Malan al decreto milleproroghe. L’onorevole del PDL propone che i termini per l’accettazione dei titoli sostitutivi vengano prorogati: non più Agosto 2009, ma 15 marzo 2010.

Quindi un ulteriore slittamento dei tempi. E intanto i piccoli risparmiatori continuano a vedere 0 nei loro conti.

E’ serio uno Stato che cambia le carte in tavola a partita iniziata?

Se un vostro debitore, decidesse arbitrariamente di spostare il pagamento senza motivo, voi non vi insospettireste? Non vi sentireste truffati?

Quindi ricordiamo: il pagamento reale avverra nel 2012, per un valore effettivo della metà di quanto investito, tramite titoli che ancora nessuno ha visto. Siamo alla truffa perfetta, visto che è tutto legale in quanto organizzato dallo Stato Italiano.

Ma la cosa bella non è questa. Eh no, c’è dell’altro.

Ovviamente le vecchie obbligazioni, quelle che devono essere sostituite, sono in parte in mano al tesoro, in parte in mano ai piccoli risparmiatori: per il tesoro ricevere i nuovi titoli significa chiudere la posizione in pareggio (si ridà la stessa cifra a se stesso), per i risparmiatori lo Stato ha stabilito, come detto, un rimborso che arriva a 300 milioni complessivi. E sapete quale è la cosa più divertente? Che basterebbe aggiungere altri 70 milioni per restituire il 100% ai piccoli risparmiatori. VI rendete conto? Bastano 70 milioni di euro, che se consideriamo un debito pubblico di 1800 miliardi di euro, sono una inezia.

A questo punto, siamo di fronte all’assurdo: debiti non onorati, sostituiti con altri debiti, che pagano la metà… e basterebbe una inezia per soddisfare tutti i piccoli risparmiatori.

Ora, non so voi, ma a me la cosa non torna: è una truffa, una svista del Ministero o invece proprio non hanno soldi? E in quest’ultimo caso, come può berlusconi dire che va tutto bene?

In: Economia, Famiglia, Lavoro



5 Responses to Alitalia: uno scandalo, una truffa o semplice pressapochismo italiano?

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Celeste

2 febbraio 2010 alle 11:09

io ho 10.000 azioni Alitalia aquistate a 0,98 cadauna.
me le tengo in quanto non mi quadra il raggiro fatto ai risparmiatori.Ho speranza che la giustizia trionfi ancora in ITALIA,prima o dopo l’acqua chiara va sempre sul prato.E’ mia convinzione che le mie azioni valgano sempre in quanto l’Alitalia legittimamente non è fallita, ha sempre continuato a volare con i nostri aerei. c’è solo stato un aumento di capitale portato da nuovi soci che è servito per pagare i debiti.
Che l’attuale squadra di governo sguazzi al di fuori dalla legge ne è prova lo spostamento del termine per accettare la miseria che ci vuol dare, preme non lasciare titoli in giro perché ad essi è legata la rinuncia a qualsiasi azione legale. è un comportamento usuale di sottrarsi alla giustizia, Bene che trionfino i ladri fin che va

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rosanna

21 febbraio 2010 alle 17:56

anche mio marito non ha accettato ritenendo l’offerta offensiva nei confronti dei piccoli risparmiatori. (ne abbiamo 11000 ad un prezzo leggermente inferiore) .erano i nostri risparmi .si pensava che essendo un’azienda ha maggioranza dello STATO ITALIANO non potesse mai fallire .
tanti saluti rosanna

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alessandro gambi

21 marzo 2010 alle 22:05

Anche io non ho “regalato” le mie 4000 az al governo e, anche se spendo una quota (seppur minima) perchè la mia banca me le conservi, non mi interessa. Quello che spendo lo metterò nella nota spese quando ci sarà un’azione legale.
A giorni conto di incontrare il mio legale per vedere cosa fare.
A mio avviso i reati ci sono stati e sono molti (agiotaggio, false dichiarazioni, interessi privati in atti d’ufficio, etc.)
rieto: NON MOLLO L’OSSO

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rosanna

14 aprile 2010 alle 20:09

se si potra fare azione collettiva fammi/facci sapere partecipero’ sicuramente-
grazie rosanna

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estremocentrosicilia

14 aprile 2010 alle 20:20

Rosanna sarai informata, ma credo che la strada più probabile sarà quella di rpoporre un emendamento per innalzare il rimborso.

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